Pagina dedicata al mondo della moda capelli, parrucchieri, estetisti, acconciatori.

Cenni generali ed informazioni:

 

Il mondo della moda capelli che comprende attività molto estetiche quali quelle dei Parrucchieri, estetisti, acconciatori, stilisti ed altre categorie.

Eccovi una definizione tecnica:

Qualifica di imprenditore artigiano
Ai sensi dell’art. 2 e 3 della L.443/1985 è artigiano colui che:
- "(...) esercita personalmente, professionalmente e in qualità di titolare l’impresa artigiana, assumendone la piena responsabilità con tutti gli oneri e i rischi attinenti alla sua direzione e gestione e svolgendo in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo”;
- “nell’esercizio di particolari attività che richiedono una peculiare preparazione e implicano responsabilità a tutela e garanzia degli utenti (a titolo esemplificativo attività di installazione di impianti, attività di autoriparazione, servizi di pulizia, attività di estetista, attività di parrucchiere , acconciatore e barbiere ecc….) deve essere in possesso dei requisiti tecnico – professionali previsti da leggi statali”.
- “svolge un’attività avente ad oggetto la produzione di beni, anche semilavorati, la prestazione di servizi escluse le attività agricole e le attività di prestazione di servizi commerciali, di intermediazione nella circolazione di beni o ausiliarie di queste ultime, di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, salvo il caso che siano solamente strumentali all’esercizio dell’impresa”.

La Legge 174/2005

Il 17 Settembre 2005 è entrata in vigore la L. 174/2005 che introduce la qualifica di “acconciatore” in sostituzione delle precedenti figure professionali di “parrucchiere” e “barbiere”.

L’attività di acconciatore comprende (art. 2 L. 174/2005) “tutti i trattamenti e i servizi volti a modificare, migliorare, mantenere e proteggere l’aspetto estetico dei capelli, ivi compresi i trattamenti tricologici complementari che non implicano prestazioni di carattere medico, curativo o sanitario nonché il taglio e il trattamento estetico della barba e ogno altro servizio inerente e complementare”.

Normativa di riferimento
L. n. 1142/1970; L.n.174/2005

Requisiti

Per esercitare l'attività di acconciatore e' necessario ottenere il riconoscimento dei requisiti tecnico – professionali da parte della Commissione Provinciale per l’Artigianato.

Il possesso dei requisiti è riconosciuto ai soggetti che abbiano superato un esame tecnico-pratico preceduto, in alternativa, da:
a) lo svolgimento di un corso di qualificazione della durata di due anni, seguito da un corso di specializzazione di contenuto prevalentemente pratico ovvero da un periodo di inserimento della durata di un anno presso un'impresa di acconciatura, da effettuare nell'arco di due anni;
b) un periodo di inserimento della durata di tre anni presso un'impresa di acconciatura, da effettuare nell'arco di cinque anni e dallo svolgimento di un apposito corso di formazione teorica; il periodo di inserimento e' ridotto ad un anno, da effettuare nell'arco di due anni, qualora sia preceduto da un rapporto di apprendistato ai sensi della legge 19 gennaio 1955, n. 25, e successive modificazioni, della durata prevista dal contratto nazionale di categoria.

I soggetti che alla data di entrata in vigore della Legge sono in possesso della qualifica di “parrucchiere uomo – donna” si trovano automaticamente in possesso della qualifica di “acconciatore”.

Diversamente i soggetti che alla data di entrata in vigore della Legge sono in possesso della qualifica di “barbiere” sono tenuti, per ottenere la qualifica di “acconciatore”, a:

1) inoltrare – entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore della nuova disciplina – una specifica richiesta alla Commissione Provinciale per l’Artigianato indicando l’esperienza professionale maturata;

2) frequentare il corso di riqualificazione che sarà istituito con Legge Regionale;

3) superare un esame tecnico – pratico disciplinato e organizzato con Legge Regionale

I soggetti che alla data di entrata in vigore della Legge sono intestatari di autorizzazioni rilasciate per lo svolgimento dell’attività di “parrucchiere uomo – donna” hanno diritto ad ottenere l’aggiornamento dell’autorizzazione comunale che sarà rettificata in “autorizzazione allo svolgimento dell’attività di acconciatore”.

Coloro i quali, alla data di entrata in vigore della Legge, sono in possesso della qualifica di “barbiere” ed esercitano l’attività di “barbiere” grazie a precedente autorizzazione comunale, hanno comunque il diritto di continuare a svolgere l’attività.


STORIA DEI CAPELLI: ALCUNI CENNI

La storia dei capelli, considerati come ornamento da valorizzare, è antica quanto l’uomo. È infatti molto probabile che già nella preistoria uomini e donne usassero raccoglierli in piccole trecce, dando così vita alle prime acconciature.
Da cosa lo si può dedurre? Per capire quanto sia istintivo usare i capelli a scopo ornamentale, basta osservare le centinaia di treccioline o di “grani di pepe” che le donne delle tribù africane di cultura primitiva sono solite portare dopo aver pazientemente “lavorato” le proprie chiome.
Anche per l’uomo i capelli hanno sempre rivestito un’importanza fondamentale, se non addirittura simbolica: ne è prova il mito di Sansone, la cui folta capigliatura racchiudeva misteriosamente in sé la forza e la mascolinità dell’eroe.
Lo stesso significato sembra assumessero le imponenti parrucche utilizzate dai sovrani francesi, primo fra tutti Luigi XVI, il Re Sole: un vero simbolo di regalità e di potere.
L’attenzione di uomini e donne per i propri capelli è sempre stata altissima, al punto che i fustigatori di costumi di tutte le epoche hanno condannato senza mezzi termini l’usanza di arricciarli o di tingerli, magari di rosso “come le fiamme dell’inferno” (così tuonava dal pulpito un famoso predicatore del ‘300). Venivano così bollate come “sataniche” pratiche del tutto innocenti, come quella di tingere o decolorare i capelli con l’hennè.
Ciò dimostra, al tempo stesso, come già gli antichi conoscessero molto bene (ed utilizzassero abitualmente) trucchi e prodotti di bellezza, studiati per sfruttare al meglio le già note proprietà di erbe, fiori e frutti (peraltro sfruttate fin dall’antichità nel campo della medicina, oltre che in quello della cosmesi).
Basti pensare ai veri e propri manuali di bellezza compilati in passato da donne come la “medichessa” Trotula della Scuola di Salerno nel 1100 o la duchessa Caterina Sforza nel 1400. Tali opere riportano numerose ricette, la cui efficacia è stata confermata scientificamente ai giorni nostri, su come tingere, lucidare, schiarire i capelli o favorirne la ricrescita, testimoniando la grande importanza attribuita fin da allora a questo indiscutibile elemento di fascino.

Terminiamo quà questa breve dissertazione sulla storia dei capelli.Sicuramente troverete molte pagine web che vi spiegheranno molto bene e dettagliatamente tutto ciò che abbiamo esposto sommariamente qua.

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www.gossip.sm