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AAA Parrucchiere Cercasi !

Mi chiamo Moji e vi scrivo da Santa Maria di Sala in provincia di Venezia.

Avrei bisogno cortesemente del vostro aiuto in quanto cerco un parrucchiere per signora esperto nel taglio corto in provincia di Padova. Oramai ogni 3/4 mesi devo cambiare la/il parrucchiere perché, per quanto io dia il beneficio del dubbio, vedo che ci sono più incapaci che altro. In fine dei conti non voglio la luna. Voglio un taglio diagonale, ma i parrucchieri che ho provato a Mirano, Noale e Moniego non sanno neanche farlo. In risposta alla mia richiesta di un taglio diagonale, mi sono ritrovata con un taglio carré MALFATTO. Un’altra mi ha fatto un taglio diagonale fin troppo corto che fa effetto mongolfiera .

Vi chiedo cortesemente: “MI POTETE INDICARE UN PARRUCCHIERE ESPERTO IN TAGLIO CHE RIESCA A FARMI UN TAGLIO DIAGONALE COME DIO COMANDA?”

ZONA: LOREGGIA, TREBASELEGHE, CAMPOSAMPIERO.

Parrucchieri ed estetisti cinesi con finti diplomi: denunce e sanzioni

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Diplomi falsi consegnati da sedicenti scuole italiane per estetisti, parrucchieri e massaggiatori a cittadini cinesi che non le avrebbero mai frequentate. Un vasto giro di centri estetici e parrucchieri cinesi, con titoli di studio falsi, è stato portato alla luce dai carabinieri del Nas nel capoluogo ligure. Al momento sono una ventina gli esercenti indagati, a cui è stato notificato l’avviso di garanzia. Per gli indagati è scattata la sanzione amministrativa che va da un minimo di 4 mila a un massimo di 6 mila Euro, oltre alla sospensione della licenza.

È così che si fa carriera ?!?

…ma da quando la carriera di Mario Firriolo va verso i grossisti ? Posso immaginare il livello dei presenti a questo evento e vedo in negativo, molto negativo, questo meeting: dallo show in PALA a Bologna a un hotel !!! non è più un TOP il nostro Firriolo.

Che differenza tra i parrucchieri italiani e gli inglesi !!!

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A differenza dei loro colleghi d’oltremanica che hanno tutti (o quasi) un’agenzia di PR, la maggior parte dei parrucchieri italiani vogliono farsi pubblicità solo GRATUITAMENTE !!!
Non fanno progetti di pubblicazione se non sul pettegolo Facebook, non tengono contatti con le riviste di settore se non per essere pubblicati GRATIS, non fanno operazioni di diffusione dei volantini o depliants, non hanno un sito decente… etc.

Con tutti i corsi di MK che questi parrucchieri fanno, non hanno ancora imparato che bisognerebbe assegnare una percentuale sul fatturato alla pubblicità/comunicazione ?… e si lamentano se il cassetto piange !

Poveri parrucchieri…! (italiani)

Mai avremmo immaginato che questo settore potesse impoverirsi di soldi, di spirito e di creatività come in quest’ultimo periodo.

Si sta bruciando il valore di un’immagine costruita negli anni con sacrificio, impegno e investimenti così da essere oggi accomunati ad altri commercianti/artigiani come i panettieri o i droghieri: purtroppo oggi non ci meritiamo di più !

Le prime colpevoli sono le aziende multinazionali che ci hanno abbandonato in favore di scelte più facili (grande distribuzione); però anche noi parrucchieri non siamo stati capaci di reagire perché abbiamo la mente appannata: non sappiamo più distinguere il buono dal cattivo, cosa fare e cosa non fare, che Aziende seguire o abbandonare, la nostra voglia di creare attorno a noi “bellezza e immagine” è… svanita !

Però almeno alcuni, i più bravi, potrebbero darci una mano cercando di imporsi e risvegliarci dal nostro torpore.

Chi sono i più bravi?

Hanno ancora voglia di imporsi sulla massa? Possono riuscire a ri-scalare le tappe del successo e della notorietà ed essere da esempio per noi tutti?

Ma il parrucchiere?

Da qualche anno ci si sta lamentando sistematicamente: le tasse, i cinesi, la crisi, i dipendenti etc… ma in questo periodo di gennaio sono quasi tutti in ferie (minimo da 10 giorni!!!)

Ma quante categorie si possono permettere vacanze così lunghe 2 o 3 volte l’anno??

Si capisce perché sono senza soldi!

Grossisti: chi si salva?

E’ ormai un trand irreversibile quello che vede in affanno moltissimi grossisti: caduta di fatturato, grettezza di idee, negazione per i servizi, assortimento assottigliato, incapacità di spiegazioni tecniche di prodotti etc. ! Per fortuna però una parte, una piccola parte, resiste e anzi è in controtendenza e cresce imponendosi sul mercato e assorbendo lo spazio lasciato libero da chi crolla. I migliori grossisti in crescita e sviluppo sono segnalati da BEAUTY BAZAR, annuario enciclopedico dell’hairstyling, in una apposita rubrica “DOVE COMPRARE”. Da apprezzare particolarmente i grossisti che fanno parte del club HAIRshop e che distribuendo STILEcapelli Hair Luxury Look favoriscono la diffusione della moda-capelli e delle ultime tendenze internazionali così da favorire i servizi dai parrucchieri.

MA QUALE HAIRSTYLIST ?!

La traduzione di parrucchiere è hairdresser e non hairstylist! la gran parte dei miei colleghi si è montata la testa mettendosi all’ombra dei pochi grandi e veri hairstylists e cerca di scimmiottare il ruolo di creatore di moda… e poi, che è anche peggio, vogliono essere osannati e riconosciuti senza fare niente per meritarsi la notorietà che cercano: né pr, né pubblicità, né azioni di promozione etc. 
Pensano di essere nati già “grandi”. Per non parlare dei “mi piace” che cliccano in facebook su pagine con post “autocelebrativi”, insulsi e impropri: noi siamo grandi, siamo contro i cinesi, noi siamo psicologi, noi possiamo mandare affa… la gente, noi…. !!!!
Ma che categoria siamo ?
Forse un pò … buffoni !

Il BUSINESS DEVELOPER: Un ruolo a braccetto con l’area commerciale

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In un’azienda strutturata il BUSINESS DEVELOPER riporta generalmente al direttore vendite. Quest’ultimo invece riporta al direttore commerciale che deve avere capacità di analizzare i dati, di pianificare le attività composite, di gestire budget e valutare i risultati raggiunti, di assumere rischi e responsabilità e generalmente avere padronanza di almeno una lingua straniera per eventuali rapporti con i mercati esteri.

Il direttore commerciale non deve solo saper convincere clienti ad acquistare i prodotti o i servizi dell’impresa, ma occorre anche che faccia fronte alla maggiore complessità del lavoro odierno del venditore, chiamato a comprendere sempre meglio i bisogni dei clienti con culture e abitudini diverse. Il moderno direttore commerciale quindi ha anche capacità di gestire gli aspetti psicologici dei suoi collaboratori. Deve sapere motivare al massimo le persone. La sua formazione scolastica è raramente un requisito rigoroso, anche se è spesso laureato in materie economiche e, in particolare, in discipline aziendali.

Il suo obiettivo essenzialmente è quello di trasformare le vendite in incassi reali, ovvero non solo limitarsi a vendere generando fatturato, ma collaborando con il dipartimento Finance per agevolare gli incassi e limitare i rischi di insolvenza e per definire le migliori strategie per risolvere eventuali contenziosi con i debitori. Cambiano in questo senso anche gli obiettivi di questo profilo: non solo bonus sulle vendite, ma anche sull’incasso.

Il direttore commerciale è l’esempio di un ruolo che non vedrà mai il tramonto, continuando ad avere molta attrattiva e richiesta specifica: questo vale sia per le figure manageriali che per le figure commerciali di minore responsabilità e intermedie.

E’ chiamato a raggiungere gli obiettivi strategici dell’impresa, come ad esempio entrare in un nuovo mercato regionale o nazionale, aumentare la quota di penetrazione presso una certa fascia di clienti o aprire nuovi canali di distribuzione.

Inoltre, elabora piani d’azione con cui stabilisce come impiegare le risorse a sua disposizione, dà indicazioni operative a ciascun componente della rete commerciale, fissa i traguardi dei suoi collaboratori, definendo le politiche di incentivazione della forza vendita. In particolare, in un periodo di sostanziale crisi generalizzata come quello in cui viviamo, la ricerca da parte delle aziende di sviluppare fatturati su nuovi segmenti di mercato, riprendendo il terreno perso in questi ultimi due anni, diventa dunque uno dei primi fattori da rinnovare.