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PENSIERO di un RAPPRESENTANTE

Pensiero di un rappresentante:

” Basta con call center, e con le comunicazioni online. Bisogna riscoprire il contatto umano, parlare direttamente con il cliente, dedicagli tutto il tempo necessario. Non sarà mai tempo perduto. È quanto ho imparato nei miei anni d’esperienza. Il rappresentante conosce i clienti meglio del capo marketing.”

Meglio tradire il partner che il parrucchiere di fiducia

Tradimenti

Un dramma che da sempre affligge le donne è trovare il partner giusto ma, un’indagine di mercato condotta in Gran Bretagna dalla British Association of Beauty Therapist and Cosmetology, fa emergere che il vero problema è trovare un “parrucchiere giusto”. L’indagine ha coinvolto 2.173 giovani donne britanniche di età compresa tra i 18 e i 30 anni e con una relazione affettiva di almeno tre mesi nella propria vita. Alle donne è stato chiesto quanto fosse importante per loro avere un rapporto di fiducia e reciproca conoscenza con il proprio parrucchiere. L’82% ha scelto la risposta “molto importante”, e addirittura l’89% ha dichiarato che una volta trovato quello giusto, sarebbe rimasta fedele al proprio parrucchiere per sempre. Le percentuali si fanno ancora più interessanti alla domanda su chi avrebbero tradito più facilmente tra il proprio partner e il proprio parrucchiere, il 26% delle giovani non ha avuto dubbi: meglio essere infedele al propria partner. Il principe azzurro delle donne moderne non regala diamanti e fiori ma impugna forbici e phon ed è capace di farle sentire speciali con una pettinatura perfetta.

Operazione delle Fiamme Gialle contro i parrucchieri abusivi

Abusivismo

Durante dei controlli disposti dal Comando Provinciale Guardia di Finanza di Bari, è stato scoperto a Barletta un 59enne che nonostante risultava aver cessato la propria attività di parrucchiere uomo, continuava ad esercitare nel suo negozio dove, all’atto dell’intervento dei finanzieri, erano presenti anche alcuni clienti. Stesso copione per una 63enne, sempre di Barletta. Sono state applicate sanzioni di natura amministrativa per le accuse di mancata iscrizione al registro delle imprese ed esercizio dell’attività in assenza delle prescritte autorizzazioni amministrative e igienico-sanitarie. L’operazione condotta dalle Fiamme Gialle mira a tutelare l’economia “sana” in un settore, dove la concorrenza sleale degli abusivi nei confronti degli operatori “in regola”, crea danni evidenti per l’intera categoria e per i consumatori.

LE TINTURE DI WELLA SONO CANCEROGENE ?!

Ho letto su il Giornale che la tintura Koleston di WELLA è stata CONDANNATA perché CANCEROGENA.
L’articolo dice che il Tribunale di Bari ha condannato l’Azienda a risarcire un parrucchiere che si è ammalato di tumore dopo aver usato quei prodotti per anni.
I periti del tribunale hanno riscontrato  nelle tinture Kolleston 1+1 e Creation color gel la presenza di due sostanze altamente irritanti e nocive (benzene e toluene). Queste due sostanze sono da tempo limitate nei Paesi della Comunità europea da specifiche normative di legge proprio perché riconosciute come cancerogene!
E i livelli di tossicità aumentano se l’esposizione a queste sostanze si protrae nel tempo (come nel caso dei parrucchieri) e se è associata ad acqua e ossigeno.

E cosa fa la WELLA? La multinazionale “non ha fornito informazioni sull’esatto impiego dei prodotti e sugli effetti collaterali, come invece s’impone alla stregua della normativa comunitaria”.

Ma nessuno fa niente? E il prodotto è stato almeno sequestrato? Ma cosa succede?

Hairstylist esperto o apprendista?
Il prezzo cambia

sconti

Listino “particolare” per un parrucchiere di Pisa.
Basta semplicemente passeggiare davanti alla vestrina di questo negozio per accorgersi che i prezzi esposti riportano dettagli non sempre comuni: i prezzi vengono infatti diversificati in base a chi effettua il lavoro, così, scegliendo di farsi fare un nuovo taglio dall’apprendista invece che dalle mani esperte del titolare, si arriva a risparmiare fino al 20%. Il salone di parrucchieri unisex in questione è aperto da qualche mese, e le stravaganze del listino non sono passate inosservate. E così leggendo il listino ci si accorge che la piega passa dai 19 euro di un professionista ai 15 dell’apprendista e i prezzi variano anche per shampoo, tagli e non solo. La guerra dei prezzi non lascia dunque indifferenti nemmeno i parrucchieri che si trovano a ricercare soluzioni per restare competitivi e fare i conti con decine di centri orientali pronti a dare servizi a prezzi che si abbassano fino alla metà in confronto a quelli dei saloni nostrani. Dopotutto la professionalità ha sempre avuto un costo maggiore e anche in questo genere di servizio non è certo da meno.

Nel mirino della Guardia di Finanza parrucchieri ed estetisti abusivi a Terlizzi e Molfetta

Guardia di Finanza

Esercizi commerciali ‘sconosciuti’ nel mirino delle Fiamme Gialle, che ha scoperto parrucchieri ed estetisti abusivi a Terlizzi e Molfetta. Nei guai è finita una donna di 34 anni di Terlizzi, che aveva allestito un centro estetico munito di lettino, lampade UVA per asciugare lo smalto e altre moderne attrezzature professionali, incluso un macchinario per la pressoterapia utilizzato nei trattamenti contro la cellulite, oltre all’occorrente per eseguire interventi estetici anche “a domicilio”. Peccato che l’attività, secondo gli investigatori, fosse priva di partita IVA, oltre alle necessarie autorizzazioni amministrative e igienico-sanitarie.
Scenario simile anche a Molfetta, dove un uomo di 66 anni del luogo aveva avviato un salone per uomo con prezzi decisamente competitivi. L’estetista di Terlizzi e il barbiere di Molfetta sono stati segnalati dalle Fiamme Gialle agli uffici comunali competenti per i provvedimenti di chiusura immediata. Per i due presunti abusivi, previste anche sanzioni amministrative e accertamenti fiscali. “Tali prestazioni – hanno precisato i militari della Guardia di Finanza – possono essere anche pericolose per la salute delle persone, perché svolte in locali sconosciuti alle autorità preposte ai controlli igienico-sanitari”.

Tintura cancerogena, condannata Wella
Carginogenic Hair-dye: Wella condemned

Articolo tratto da www.iltempo.it/cronache.
“03/04/2015
06:05
BARI

Tintura cancerogena, condannata Wella.
L’azienda Wella dovrà risarcire 46mila euro a un parrucchiere che ha usato i suoi prodotti.
«Sostanze cancerogene» nella tintura per capelli Wella Koleston: un parrucchiere barese di 63 anni si è ammalato di una patologia tumorale per dell’uso prolungato del prodotto. Lo dice il Tribunale civile di Bari, che ha condannato la multinazionale Wella-Lobocos srl a un risarcimento danni per 46mila euro.
«Ci sarà il pieno rispetto di questa decisione», precisa il legale dell’azienda, Gianluca Moretta, «ma siamo convinti che la sentenza sia sbagliata nelle fondamenta e sarà appellata quanto prima». Secondo i magistrati civili, che hanno riconosciuto valide le ricostruzioni del difensore della parte lesa, l’avvocato Ivan Lombardi, «le analisi tossicologiche sulle tinture Wella Koleston», eseguite dall’istituto di medicina legale dell’Università di Bari, hanno fatto luce sulla «presenza di sostanze cancerogene e tossiche nei prodotti cosmetici Koleston 1+1 e Creation color gel (entrambe tinture per capelli, ndr)». In particolare, sono state individuate «benzene e toluene». L’Agenzia per le sostanze tossiche e registro delle malattie, come riportato in consulenza dai periti del giudice, ritiene che il«benzene è irritante per la pelle, gli occhi e il tratto respiratorio; causa depressione del sistema nervoso centrale e aritmia nelle persone esposte per lungo termine. Esposizioni più lunghe possono causare anemia, alterazione del sistema immunitario e leucemia. Tale molecola non deve essere presente nei cosmetici». Il toluene, invece, risulta «nocivo per inalazione e per contatto con la pelle». Le sostanze, inoltre, «risultano da tempo limitate nei paesi della Comunità europea da specifiche normative di legge», in forza «delle accertate proprietà cancerogene nei confronti dell’uomo». Secondo la sentenza – che potrebbe aprire le porte ad altre cause di risarcimento danni – i «livelli di tossicità delle sostanze contenute nelle tinture esaminate, aumentano esponenzialmente col passare del tempo e se vengono in contatto con l’acqua o l’ossigeno». Inoltre, è annotato nell’atto, è «altrettanto difficile opinare come nella metodologia di lavoro comune ai parrucchieri vi sia proprio l’impiego di una crema per colorare i capelli, ottenuta mescolando la sostanza all’interno del tubetto analizzato e l’acqua ossigenata». Per il Tribunale, dunque, non si può escludere la colpa di Wella, in quanto «il diffuso uso di prodotti potenzialmente pericolosi non è stato accompagnato da informazioni sull’esatto impiego dei medesimi e sugli effetti collaterali, come invece s’impone alla stregua della normativa comunitaria». «L’unica precauzione di impiego – si legge – consigliata per i prodotti in esame è la prova preliminare di sensibilità per la cute in quanto “potrebbe dare reazione allergica”. Nessuna avvertenza è espressa, quale l’utilizzo di mascherine, protezioni e precauzioni atte a evitare l’esposizione inalatoria nella fase della preparazione e miscelazione dei vari composti chimici, poi da professionisti applicati sui capelli». Concludono i magistrati: «Gli unici campioni di prodotto integri offerti all’esame dei ctu sono stati quelli di tinture messi a disposizione dalla parte attrice, ovvero l’esercente un’attività commerciale, mentre la convenuta (è bene evidenziarlo) non è riuscita a reperire in nessun altro modo e nonostante l’ampiezza della propria organizzazione aziendale altri e diversi campioni di prodotto». Infine, puntualizza l’avvocato di Wella, «si può e si deve rassicurare che i prodotti non contengono sostanze cancerogene o vietate», aggiungendo che i prodotti sono «sottoposti a tutti i controlli delle autorità competenti».
Ivan Cimmarusti”

Articolo tratto da www.iltempo.it/cronache.

Motori di ricerca:
BING e YAHOO nel mondo professionale hanno una marcia in più!

Motori di ricerca

I motori di ricerca BING e YAHOO si stanno rivelando di gran lunga superiori, nel mondo professionale di tutti i settori merceologici, al celebrato GOOGLE. Questo trend d’utilizzo da parte degli operatori è particolarmente evidente negli USA.

Cosmoprof languidece en afluencia

Cosmoprof

El certamen cumple 48 años, consolidándose como el evento más importante del sector belleza. La participación expositiva todavía es muy importante, aunque pierde energía en número de visitantes, una edición tras otra.
Tan sólo unos años atrás, las entradas para acceder al recinto ferial de Bologna estaban abarrotadas de público deseoso de acudir a la cita de Cosmoprof. Eso ya no sucede hoy en día. Es el ambiente que se respira en las entradas de acceso, en los controles de las mismas, en los pasillos y en los propios pabellones, especialmente los dos primeros días. Aun así, en algunos de ellos se registra mayor asistencia que en otros, en función de la temática que representen.

Cosmoprof 2015 es un fiel reflejo de lo que sucede en las ferias en todo el mundo y en la misma ciudad de Bolonia con eventos de otros sectores. Eventos que pierden afluencia, a pesar de los datos oficiales que barajan los organizadores y que más tarde incluiremos en este texto.
La cita de Bolonia todavía convoca a un gran número de expositores, aproximadamente 2.500, según datos oficiales. Seguramente una cifra muy parecida a la del año anterior, aunque cada vez ocupan una superficie expositiva menor. Por lo tanto, se habla de una participación expositiva estable, aunque los stands son cada vez más pequeños. Una situación también similar a la de otros certámenes en otros países.
Posiblemente, ciertos eventos se deberían replantear ciertas fórmulas expositivas, periodicidad incluida. Algunos sectores no generan novedades anuales que justifiquen una posible asistencia cada edición. Asimismo, a muchos visitantes no les resulta rentable asistir cada año a eventos donde no se generan esas novedades y la asistencia de distribuidores, en este caso internacionales merma.