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Tintura cancerogena, condannata Wella

Articolo tratto da www.iltempo.it/cronache.
“03/04/2015
06:05
BARI

Tintura cancerogena, condannato lo shampoo.
L’azienda Wella dovrà risarcire 46mila euro a un parrucchiere che ha usato i suoi prodotti.
«Sostanze cancerogene» nella tintura per capelli Wella Koleston: un parrucchiere barese di 63 anni si è ammalato di una patologia tumorale per dell’uso prolungato del prodotto. Lo dice il Tribunale civile di Bari, che ha condannato la multinazionale Wella-Lobocos srl a un risarcimento danni per 46mila euro.
«Ci sarà il pieno rispetto di questa decisione», precisa il legale dell’azienda, Gianluca Moretta, «ma siamo convinti che la sentenza sia sbagliata nelle fondamenta e sarà appellata quanto prima». Secondo i magistrati civili, che hanno riconosciuto valide le ricostruzioni del difensore della parte lesa, l’avvocato Ivan Lombardi, «le analisi tossicologiche sulle tinture Wella Koleston», eseguite dall’istituto di medicina legale dell’Università di Bari, hanno fatto luce sulla «presenza di sostanze cancerogene e tossiche nei prodotti cosmetici Koleston 1+1 e Creation color gel (entrambe tinture per capelli, ndr)». In particolare, sono state individuate «benzene e toluene». L’Agenzia per le sostanze tossiche e registro delle malattie, come riportato in consulenza dai periti del giudice, ritiene che il«benzene è irritante per la pelle, gli occhi e il tratto respiratorio; causa depressione del sistema nervoso centrale e aritmia nelle persone esposte per lungo termine. Esposizioni più lunghe possono causare anemia, alterazione del sistema immunitario e leucemia. Tale molecola non deve essere presente nei cosmetici». Il toluene, invece, risulta «nocivo per inalazione e per contatto con la pelle». Le sostanze, inoltre, «risultano da tempo limitate nei paesi della Comunità europea da specifiche normative di legge», in forza «delle accertate proprietà cancerogene nei confronti dell’uomo». Secondo la sentenza – che potrebbe aprire le porte ad altre cause di risarcimento danni – i «livelli di tossicità delle sostanze contenute nelle tinture esaminate, aumentano esponenzialmente col passare del tempo e se vengono in contatto con l’acqua o l’ossigeno». Inoltre, è annotato nell’atto, è «altrettanto difficile opinare come nella metodologia di lavoro comune ai parrucchieri vi sia proprio l’impiego di una crema per colorare i capelli, ottenuta mescolando la sostanza all’interno del tubetto analizzato e l’acqua ossigenata». Per il Tribunale, dunque, non si può escludere la colpa di Wella, in quanto «il diffuso uso di prodotti potenzialmente pericolosi non è stato accompagnato da informazioni sull’esatto impiego dei medesimi e sugli effetti collaterali, come invece s’impone alla stregua della normativa comunitaria». «L’unica precauzione di impiego – si legge – consigliata per i prodotti in esame è la prova preliminare di sensibilità per la cute in quanto “potrebbe dare reazione allergica”. Nessuna avvertenza è espressa, quale l’utilizzo di mascherine, protezioni e precauzioni atte a evitare l’esposizione inalatoria nella fase della preparazione e miscelazione dei vari composti chimici, poi da professionisti applicati sui capelli». Concludono i magistrati: «Gli unici campioni di prodotto integri offerti all’esame dei ctu sono stati quelli di tinture messi a disposizione dalla parte attrice, ovvero l’esercente un’attività commerciale, mentre la convenuta (è bene evidenziarlo) non è riuscita a reperire in nessun altro modo e nonostante l’ampiezza della propria organizzazione aziendale altri e diversi campioni di prodotto». Infine, puntualizza l’avvocato di Wella, «si può e si deve rassicurare che i prodotti non contengono sostanze cancerogene o vietate», aggiungendo che i prodotti sono «sottoposti a tutti i controlli delle autorità competenti».
Ivan Cimmarusti”

Articolo tratto da www.iltempo.it/cronache.

Motori di ricerca:
BING e YAHOO nel mondo professionale hanno una marcia in più!

Motori di ricerca

I motori di ricerca BING e YAHOO si stanno rivelando di gran lunga superiori, nel mondo professionale di tutti i settori merceologici, al celebrato GOOGLE. Questo trend d’utilizzo da parte degli operatori è particolarmente evidente negli USA.

Cosmoprof languidece en afluencia

Cosmoprof

El certamen cumple 48 años, consolidándose como el evento más importante del sector belleza. La participación expositiva todavía es muy importante, aunque pierde energía en número de visitantes, una edición tras otra.
Tan sólo unos años atrás, las entradas para acceder al recinto ferial de Bologna estaban abarrotadas de público deseoso de acudir a la cita de Cosmoprof. Eso ya no sucede hoy en día. Es el ambiente que se respira en las entradas de acceso, en los controles de las mismas, en los pasillos y en los propios pabellones, especialmente los dos primeros días. Aun así, en algunos de ellos se registra mayor asistencia que en otros, en función de la temática que representen.

Cosmoprof 2015 es un fiel reflejo de lo que sucede en las ferias en todo el mundo y en la misma ciudad de Bolonia con eventos de otros sectores. Eventos que pierden afluencia, a pesar de los datos oficiales que barajan los organizadores y que más tarde incluiremos en este texto.
La cita de Bolonia todavía convoca a un gran número de expositores, aproximadamente 2.500, según datos oficiales. Seguramente una cifra muy parecida a la del año anterior, aunque cada vez ocupan una superficie expositiva menor. Por lo tanto, se habla de una participación expositiva estable, aunque los stands son cada vez más pequeños. Una situación también similar a la de otros certámenes en otros países.
Posiblemente, ciertos eventos se deberían replantear ciertas fórmulas expositivas, periodicidad incluida. Algunos sectores no generan novedades anuales que justifiquen una posible asistencia cada edición. Asimismo, a muchos visitantes no les resulta rentable asistir cada año a eventos donde no se generan esas novedades y la asistencia de distribuidores, en este caso internacionales merma.

PARRUCCHIERI poco informatizzati

Business

Nuove tecnologie dell’informazione queste sconosciute, almeno per i parrucchieri che, seppur non usino più fax e stampanti, sono ancora poco informatizzati !
Un’importante mancanza, soprattutto in un momento di crisi come questo, dove essere aggiornati sulle nuove tecnologie d’informazione permetterebbe di recuperare “efficienza interna e marginalità o sviluppare nuovo business”. Oggi essere "parrucchieri" è l’equivalente di "hairstylist, manager, psicologo, amministratore, formatore, comunicatore, etc: NON È PER NIENTE FACILE !

L’Oréal gets pulled up by the FDA on skin care claims

Admonition

L’Oréal gets pulled up by the FDA on skin care claims
By Simon Pitman+, 25-Feb-2015

L’Oréal has received its third warning letter in as many years, this time getting cautioned over product claims for skin pigmentation that should put them in the new drug category.

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Parrucchieri cinesi:
è boom, ma attenzione a tinture e smalti

Tinture

C’è chi sottolinea la loro propensione all’imprenditorialità, come la Cgia di Mestre, chi i prezzi contenuti e l’eterna apertura dei saloni, che non conosce giorni di riposo né festivi, e ancora chi, come Selvaggia Lucarelli, arriva a stilare 9 motivi per cui bene frequentare quei posti. Il soggetto sono i negozi da parrucchiere aperti da cittadini cinesi che, secondo recenti statistiche, sono a livello nazionale 3 mila e 400 (nel totale vanno compresi anche centri massaggi e saloni di estetica) con un aumento del 34% tra il 2012 e il 2013. Ma attenzione, avvertono i dermatologici: se i prezzi che applicano sono stracciati, la contropartita starebbe nella qualità dei prodotti utilizzati, potenziali cause di problemi medici.
Il dermatologo: “In tre mesi aumentati i pazienti”: lo sostiene Fabio Rinaldi, presidente dell’Ihrf (International Hair Research Foundation) e docente alla Sorbona di Parigi. In base al suo osservatorio, “saranno tre o quattro mesi che stiamo assistendo a un incremento esponenziale di pazienti che vengono da noi in studio dopo aver fatto un trattamento con cosmetici, soprattutto tinture e permanenti, riscontrando in seguito delle reazioni infiammatorie: si parte da un semplice prurito o arrossamento della pelle, sintomi che comunque devono essere curati, per arrivare a problemi che, se trascurati, possono portare all’alopecia cicatriziale e, quindi, a patologie semi-gravi con eventuale caduta importante di capelli”.
Attenzione anche alla manicure: i rischi, secondo il medico italiano che insegna in Francia, si devono estendere anche ad altre pratiche estetiche, come la manicure e soprattutto la manicure etnica, quella che porta ad avere unghie decorate in modo più variegato della semplice applicazione di uno smalto monocromatico. I problemi, in questo caso, partono dalle cuticole, che possono essere soggette a infiammazioni a causa degli strumenti utilizzati ma anche delle componenti presenti nelle colorazioni.
La raccomandazione: “Controllare le confezioni”: “Naturalmente non si deve generalizzare”, dice ancora Fabio Rinaldi, “ma posso quanto meno consigliare di prestare attenzione innanzitutto alle condizioni igieniche del negozio e alla preparazione del personale, per poi sincerarsi che gli attrezzi utilizzati per tagliare i capelli o sistemare le unghie siano stati opportunamente sterilizzati con gli appositi apparecchi. Altra cosa fondamentale è farsi mostrare la lista dei prodotti disponibili perché, per esempio, alcuni potrebbero non essere a norma CE (basta leggere sulla scatola) e, in questo caso, non conviene usarli poiché non si sa neanche cosa contengano”.

P&G sues former employees over confidential Gillette information

hair loss

P&G sues former employees over confidential Gillette information.
By Simon Pitman+, 19-Jan-2015

Proctor & Gamble has filed a lawsuit in the name of its subsidiary Gillette, alleging that four former employees wrongfully used and disclosed confidential information about Gillette’s trade secrets.

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