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TECNA sequestrata in Germania!

Mi hanno detto (e poi mi hanno fatto vedere la fotocopia dell’ordinanza) che è stata sequestrata la tintura di TECNA in Germania.
Qualcuno ne sa qualcosa?
Come mai allora in Italia questa tintura è ancora pubblicizzata e commercializzata?

143 commenti su “TECNA sequestrata in Germania!

  1. Francesco

    Salve, scusate se mi intrometto in questa discussione…ma non ho capito una cosa…innanzi tutto io non ho da vendervi niente e nemmeno faccio ne il parrucchiere ne altre attività consone a questi prodotti…sono semplicemente un neo laureato in chimica e biologia….volevo chiedere a tutti coloro che hanno scritto notizie su questo forum, che sian vere o false poco importa…ma avete letto l’inci di questi prodotti???? C’e’ tanta di quella robaccia dentro da far rabbrividire…sapete cosa fa a 180 gradi il componente che loro hanno nel colore???cioè quando vai passate una piastra sui capelli dei vostri clienti??? avete mai sentito parlare della nocivita delle colorazioni contenute in olio???? avete mai letto quanti ingredienti di discutibile provenienza ci sono in questi prodotti? E VI STATE A PREOCCUPARE DELL’ODORE DELL’AMMONIACA???? e mi e piaciuto tanto l’intervento della parrucchiera che lo fa per il bene delle sue clienti???? ma leggi l’inci di questi prodotti e vedrai che fai solo male a questi tuoi clienti non bene…
    Studiate prima di parlare a vanvera…
    Buona continuazione
    francesco

  2. p.g

    siamo due ricercatori abbiamo liberatot fvinalmente il parruucchiere dalle bugie e dalle ipocrisie degli slogna tintura naturale finalmente grazie a VHC ammonia control unico additivo cosmetico di bloccare l’ammoniaca e trasformarla biologiacamente ottenendo colori meravigliosi e decolorazioni senza piu sofferenza nel nome della ricerca vera tutta italiana siamo stufi di iognoranza e di parrucchieri cretini e di venditori di fumo ogni parrucchiere potra continuare ad usare tinture con ammoniaca senza subire piu nessun fastidio grazie a VITAL HAIR COLOR AMMONIA CONTROL ADDITIVO UNIVERSALE UNICO CAPACE DI PROTEGGERE IL PARRUCHIERE IL CLIENTE E L’AMBIENTE in Giappone hanno tenteto di fare senza successo quello che noi italiani abbiamo gia rrealizzato con successo e ora che i profetti vengano apprezzati in patria e non cacciati via dall’ignoranza viva l’italia e lunga vita a VHC l’unica verità in mondo cosmetico fatto do mensogna i parrucchieri possona ritornare a credere nella professione utilizzando VHC viva la ricerca italiana

  3. fabry

    l’ammoniaca nn fa male xchè volatile secondo me nn esistono tinture senza ammoniaca,o qualche derivato,che possa coprire i capelli bianchi.a proposito se volete un colore che copra il 100 % di capelli bianchi senza bisogno di base naturale e che per di piu ,grazie all’arginina,aiuti contro l’iper cheratinizzazione del capello bianco,provate il nuovo colore di revlon professional revlonissimo HC anti-coverage è senzazionale ciao atutti

  4. vormals Tecna Germany

    Ciao zen,

    Molto fumo intorno a niente, probabilmente appena!
    Perché non crea Tecna andare a prendere la merce sequestrata in Germania, sebbene essi siano vincolati a tale proposito ad UE e le autorità tedesche forte.
    Probabilmente la paura ha davanti ad un arresto in Germania!

    Chi fa gli errori sarebbe dovuto stare anche da lui ed avrebbe dovuto portare di nuovo a ciò in ordine!
    Perché in Germania portiamo il carico di questa porcheria gigantesca!

    In novembre, c’è un’udienza contro Tecna e non a causa di molto fumo intorno a niente!

    Questo metodo è accompagnato dalla stampa e l’immagine vera di Tecna disegna!

  5. massimo

    ma quando si parla di tinture senza ammoniaca…non si parla di tinte naturali…anzi i componenti sono altri che al contrario dell’ammoniaca che è volatile(QUINDI MOLTO MEGLIO!)…Si usano sostanze che rimangono sul capello tipo la metil-ammina e l’etanoloammina…
    all’interno della nuova tinta senza ammoniaca di Z-ONE CONCEPT c’è solo uno dei due componenti citati ,al contrario delle altre aziende famose e non…e questo è un risultato fantastico infatti è già considerato un COLORE INNOVATIVO dove si ottengono strepitosi risultati http://www.z-one.it/NovitaDett.aspx?nvt=2547

  6. zen

    e alla fine non sappiamo ancora di che sostanze stiamo parlando…grande germania….tutto fumo e niente arrosto

  7. p.g

    Sono un ricercatore scientifico mi occupo di Biochimica e cosmetica professionale per parrucchiere.
    A tutti i parrucchieri suggerisco di usare tinture con Ammoniaca in quanto è una sostanza biologica pura ,unico difetto è l’odore sgradevole, voglio ricordare una frase fatta il nemico e meglio sentirlo. L’ammoniaca è una sostanza conosciuta sin dall’antico Egitto dove nel tempio di ammone da cui prende il nome si sbiancavano i tessuti. Inoltre se volete ottenere colori e schiariture bellissimi e stabili ci vuole ammoniaca se in più aggiungete un prodotto denominato VHC gia esistente in Commercio eviterete di respirare il gas fastidioso che si sviluppa in modo inevitabile durante la preparazione. VHC viene aggiunto in dosi opportune in base alla nouance desiderata si puo aggiungere nel decolorante . Il risultato e sorprendente capelli come seta , odore di gas anidro NH3 non respirerete più anche i vostri clienti avvertiranno la diferenza finalmente una soluzione ideale per ritornare a colorare e decolorare senza irritare . VHC è un addtivo cosmetico universale lo si puo aggiungere a qualsiasi marca colorante in commercio . con VHC ritroverete quella serenità professionale oramai confusa e compromessa dal mercato, ritornerete ad utilizzare la classica tintura con ammoniaca senza subire il fastidio dell’ammoniaca grazie a VHC . Per quanto riguarda ETHANOLOAMINE questa sostanza viene prodotta per sintesi miscelando 1: di NH3 e 1: ossido di Etilene queste due sostanze formano la cosidetta ETHANOLOAMINE che sostituisce l’ammoniaca nelle tinture semi permanenti in quanto se ne puo usare solo il 3% e non ha potere pentrante nella squama ed il colore si incolla all’esterno della cuticola. Inoltre la scheda di sicurezza chimica se volete scaricarla da internet il limite di esposizione a questa molecola e molto basso 3 ppm rispetto all’ommoniaca che è 37 ppm lascio a voi la decisione di scelta preferite essere esposti a 3 ppm oppure a 37 ppm ? spero di essere stato chiaro ed utile vi auguro tanta felicità utilizzando VHC la soluzione ideale ed universale da aggiungere a alla tua crema colorante ad ossidazione con ammoniaca . Buon lavoro
    g.p

  8. vormals Tecna Germany

    Ciao Pippopippo,

    Il tuo Zenario, è accaduto esatto così in Germania. Le autorità tedesche hanno sequestrato i colori dai parrucchieri etc.

    Purtroppo quella è stato molto pigra questo una tale storia con EU!
    Ma qualcosa in Germania è proibito, è proibito anche in Italia!

    Ci sono del resto nuove relazioni di prova al nuovo Tecna colore e che sono una catastrofe!!!!

    Coi saluti amichevoli dalla Germania

  9. pippopippo

    Ciao a tutti mi chiamo Pippopippo e questa sera ho deciso di scrivere qualcosa anch’io in questo forum, cosa potrei scrivere di bello? Che il colore della ditta Pinco Pallino Spa contiene una sostanza pericolosissima per la salute dei paperi? E perchè no? Oppure scrivere che contiene un ingrediente che stimola la crescita delle piume delle papere? Certo che si! Quindi in questo forum ciascuno può scrivere proprio tutto quello che gli passa per la testa… Credo allora sia più utile scendere con i piedi per terra e ragionare su dati concreti. La normativa europea viene recepita dagli stati membri che sono obbligati ad applicarla sul loro territorio. Se una sostanza fosse vietata in Germania, lo sarebbe per forza anche in Italia e quindi cari parrucchieri italiani, se la colorazione Tecna contenesse davvero un ingrediente vietato in una qualunque delle nazioni europee, sarebbe successo qualcosa di molto simile a ciò che ora vi descrivo. Avreste visto parcheggiare davanti ai vostri negozi un furgone dal quale sarebbero scesi degli uomini in divisa, sarebbero entrati nel vostro negozio, avrebbero chiesto del/della titolare, avrebbero chiesto di mostrare loro il magazzino dove tenete i colori, avrebbero scelto quelli marchiati Tecna Italia e sotto il vostro naso se li sarebbero portati via! Questo non è mai successo e quindi potete dormire sonni tranquilli… I prodotti Tecna sono sicuri… e non ve lo dico io, ve lo dice il Ministero della Salute presso il quale, come tutti i prodotti cosmetici commercializzati in Italia, sono registrati. Se non fossero in regola con la legge italiana e quindi con quella europea, il Ministero, non solo non ne avrebbe accettato la registrazione, ma ne avrebbe vietato la commercializzazione. Buona vita a tutti. Pippopippo

  10. lory

    tecna è il meglio che possa esistere oggi nel canale parrucchieri. shampi senza sodium lauret sulfate, trattamenti al pari di kerastase – ma di gran lunga meno chimici, quindi meno inquinanti, colori che preservano la struttura (ed esperienze di tinte io ne porto in testa ormai da 15 anni: da matrix a revlon, passando per wella e l’oreal ecc!!). se volessi essere davvero coccolata vorrei tecna, e magari dei lavatesta estremamente comodi che fanno rilassare davvero!; se cercassi cura vorrei un prodotto il più naturale possibile, il meno inquinante possibile, ad un prezzo in linea con gli altri dello stesso mercato.

  11. gigi t

    Quello che scrive pablo68 è pura verità per quanto concerne la clientela, è il bene più prezione che abbiamo. Coccoliamola e teniamola con cura ed amore.

  12. pablo68

    salve a tutti i parrucchieri chi scrive è un fornitore ch’è stato per alcuni anni rappresentante di note marche del settore.Quello che mi preme dirvi di non farvi prendere per i fondelli dalle aziende tanto per loro siete solo dei numeri.Comprate il giusto che vi serve tanto tutte le scontische che vi offrono sono sempre dieci volte superiori di quanto costano all’origine.Per quanto riguarda le cosidette tinture senza ammoniaca sono tutte bufale non esistano senza l’ammoniaca o i suoi derivati il colore non potrebbe mai coprire i capelli bianchi basta con questa natura lasciamola stare che è gia troppo i danni che l’essere umano gli arreca.Tutto ciò serve solo per fare buseenis e questo i parruchieri lo sanno.Comunque un consiglio che posso dare è quello di cercare di non prendere per i fondelli la propria clentela tanto alla lunga le verità vengono smascherate.

  13. Giovanni

    Alberto ti ringrazzio, mi sará molto utile la tua spiegazione dettagliata.
    Spero che in un futuro possa darmi altre informazzioni del tipo, su sostanze specifiche presenti nei prodotti di uso professionale.
    Saluti
    Giovanni

  14. gigi t

    bah.. con tanti prodotti e case di materiali che abbiamo, evitiamo in questi periodi di farci del male, ci manca solo uno scandalo sui colori, shampoo, o altri materiali che usiamo.

  15. enricco

    Ciao Tecna Italia, non ha sbattuto certo l’Innovations Award in Belgio.
    Voi da voi certo così certamente è?

    enricco

  16. vormals Tecna Germany

    In solo il contributo davanti a te si ha Enrico T. di Tecna, (scala di export esprime ora a quell’afferma le norme diverse esso in Europa dà e lo sa in Germania è accaduto.

    Falso!!!!!!! Si tratta qui di diritto di Europa e non intorno a singolo Länderrecht!
    Era parlato al tedesco il nostro Ansprechpartner diretto di Tecna e lui!
    Tecna Italia sa molto esattamente cosa hanno fatto!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Illigale materiale di contenuto vietato nel colore per il profitto!

    Se Tecna scrive la sua serietà al mercato come Enrico provano desiderato, gli errori fatti hanno dovuto solo in ordine essere portati.
    Ci sono alcuni esempi nella branca dove le ditte hanno reagito correttamente hanno e la merce ha chiamato indietro e nessuno il danno aveva.

    In Germania stanno fino ad oggi i colori e Tecna sequestrati non reagisce assolutamente!

    È un molto grande Sauerei!!!!!!!

    Frank

  17. vormals Tecna Germany

    Ciao Alberto,

    importo fantastico, diventerebbe volentieri più esperto di te, perché hai un conoscenze specialistiche fantastico.

    Grüße aus Deutschland
    Frank

  18. alberto

    c’è sempre un compromesso con la chimica…
    pricipalmente nei prodotti di bellezza…..
    cmq per nfomazione la nazione meno tollerante per le sostanze chimiche bandite è la germania….
    la sostanza piu’ bandita è la p-phenilendiamine=parafenildiamina;parabeni(derivai dal petrolio;ETHANOLAMINA(derivato ammoniacale)che non è volatile ma resta all’interno del capello è fa piu’ male ,e tutti i colori che dicono di non contenere ammoniaca contengono questa sostanza e al parrucchiere a lungo andare fa piu male….principalmente se si tratta di tria-ethanolamina e non della mono-che è quella piu’ delicata

  19. alberto

    Un cosmetico è per definizione un prodotto che migliora l’aspetto, aiuta nell’igiene personale e non influisce sulla struttura o sulla funzione della pelle. Perciò, i prodotti cosmetici non contengono ingredienti farmacologicamente attivi.

    L’Accademia Americana di Dermatologia ha rilevato che in media, gli Americani adulti (e con buona approssimazione anche gli Europei) usano almeno sette cosmetici o prodotti cosmetici diversi al giorno. Non sorprende, pertanto, che le reazioni avverse a tali prodotti siano molto comuni. Bisogna considerare, inoltre, che nei paesi occidentali c’è una tendenza all’utilizzo di “prodotti naturali” con l’erronea convinzione che siano più salutari e che causino meno reazioni avverse rispetto ai prodotti “artificiali”. Tale mito va sfatato sottolineando che la maggior parte delle sostanze che possono provocare allergia sono “proteine naturali”.

    I cosmetici possono essere suddivisi nei seguenti gruppi:

    · Prodotti “di bellezza” come ad esempio quelli per il make-up;

    · Prodotti per la cura delle unghie come gli smalti e gli struccanti;

    · Prodotti per la cura della cute come gli idratanti;

    · Saponi e prodotti per il bagno e la doccia;

    · Prodotti per la rasatura come le schiume e lozioni dopo-barba;

    · Prodotti per l’igiene orale come dentifrici e collutori;

    · Prodotti per i capelli come gli shampoo, le tinture ed i trattamenti per la ricrescita;

    · Prodotti per la protezione dai raggi solari;

    · Prodotti per l’igiene intima femminile;

    · Essenze contenute nei profumi e nelle colonie;

    · I deodoranti ed antitraspiranti – dato che tecnicamente riducono la sudorazione incidendo sulla funzione della pelle, dovrebbero essere considerati dei farmaci.

    E’ evidente che i cosmetici sono una parte importante della vita di tutti i giorni e che in alcuni casi entrano a far parte pesantemente dello stile di vita fino ad essere considerati delle “necessità”.

    Alcuni studi suggeriscono che circa il 10% della popolazione adulta europea e statunitense soffre di reazioni avverse ai cosmetici.

    In realtà tale percentuale potrebbe essere sottostimata, in quanto la maggior parte delle reazioni avviene in ambiente domestico a causa di un solo prodotto cosmetico che consente una auto-diagnosi e spesso una auto-medicazione con farmaci da banco. I Medici Specialisti Allergologi e Dermatologi sono consultati nella maggior parte dei casi per reazioni avverse sviluppatesi in seguito a trattamenti multipli e simultanei dei capelli (tinture, permanenti, shampoo e balsami). Le persone che usano molti prodotti per la cura della pelle possono avere difficoltà nello scoprire quale sostanza provochi loro sintomi di allergia.

    Le manifestazioni delle allergie da cosmetici
    Nella maggior parte dei casi le reazioni avverse ai cosmetici sono costituite da dermatiti da contatto, in casi più rari di orticarie, anafilassi e fotosensibilizzazioni.

    Le dermatiti da contatto
    Le dermatiti da contatto, a volte chiamate anche eczemi da contatto, si dividono in due sottogruppi: le dermatiti irritative da contatto (DIC) e le dermatiti allergiche da contatto (DAC). Dagli studi statistici si evince che l’80% delle dermatiti da contatto è di tipo irritativo mentre il restante 20% è di natura allergica.

    Nelle dermatiti da contatto la cute diventa pruriginosa, eritematosa e con piccole vescicole che spesso desquamano (eczemi). Quando la dermatite persiste per molto tempo tende a cronicizzare e si osserva una riduzione dell’eritema e la cute appare secca, lichenificata e con piccole ragadi.

    Sebbene le lesioni cutanee possano essere identiche, rendendo difficile distinguere le dermatiti fra loro, i meccanismi alla base delle dermatiti da contatto irritative (DIC) sono molto diversi da quelle delle forme allergiche (DAC). Le prime, infatti, sono espressione dell’azione tossica diretta (irritazione) delle sostanze che vengono a contatto con la pelle. Esse possono manifestarsi anche al primo contatto dell’agente irritante con la cute.

    Le dermatiti allergiche da contatto, invece, prevedono una più o meno prolungata esposizione ad una sostanza sensibilizzante. Quest’ultima, ad una successiva esposizione, viene riconosciuta in maniera “specifica” dal nostro sistema immunitario che, nel tentativo di difenderci, attiva una serie di meccanismi infiammatori responsabili della dermatite. Le sostanze chimiche finora descritte come in grado di provocare una reazione cutanea allergica sono più di 3.000.

    Sostanze contenute nei cosmetici coinvolte nella dermatite allergica da contatto
    Le sostanze più spesso coinvolte nelle allergie da cosmetici sono le essenze profumate, i conservanti, la parafenilendiamina (PPD) impiegata nelle tinture permanenti dei capelli, gli alcoli della lanolina, il gliceril-tioglicolato ed il nickel presente come contaminante dei processi di lavorazione dei cosmetici.

    Le essenze profumate
    Nei cosmetici e nei prodotti per la pelle sono impiegate più di 5000 diverse essenze profumate. I test specifici (patch-test) riescono ad individuare dal 70 all’80% delle allergie alle essenze profumate. Oggi, si sta imponendo sempre di più il Lyral come fragranza allergizzante.

    Per indicare che ad un prodotto non sono state aggiunte fragranze esso deve riportare la dicitura “senza profumazione” o “fragrance-free” o “without perfume”.

    I conservanti
    Ai cosmetici che contengono acqua devono essere addizionati conservanti per evitare lo sviluppo di batteri e di muffe. Alcuni esempi di conservanti per cosmetici sono i seguenti:

    • I parabeni: sono i conservanti più usati nei cosmetici;

    • La formaldeide: è un importante agente sensibilizzante ed è rilasciato da alcuni insetticidi e pesticidi; si trova soprattutto negli shampoo.

    • Kathon CG™: antimicrobico idrosolubile ad ampio spettro d’azione. Viene utilizzato da più di 25 anni ed attualmente viene sempre meno impiegato dalla maggioranza delle principali case produttrici di dermo-cosmetici per evitare ulteriori fenomeni di sensibilizzazione.

    • Quaternium-15 (Dowcill 200) è un conservante che rilascia formaldeide presente in molti cosmetici come il make-up per gli occhi, fondotinta, shampoo, lozioni idratanti, protettori solari, polveri aspersorie per il corpo e detergenti cutanei.

    • Euxyl: agente antinfettivo ad ampio spettro di azione costituito da Diazolidinyl Urea, Sodio Benzoato e Potassio Sorbato.

    Parafenilendiamina
    La parafenilendiamina (PFD) è il colorante più importante usato per le colorazioni permanenti (ossidazione) dei capelli ed è il terzo ingrediente più comune dopo le essenze profumate ed i conservanti in grado di causare dermatiti da contatto nell’ambito dei cosmetici. Le colorazioni permanenti dei capelli sono quelle più sensibilizzanti tra tutti i tipi di colorazione. Nella maggior parte dei casi la reazione al colorante è rappresentata soltanto da prurito ed arrossamento del cuoio capelluto. Nei casi più gravi la colorazione può scatenare un importante eczema e dolore. La distribuzione della cute colpita dalla reazione può variare e può non corrispondere esattamente all’area in cui il colorante è stato applicato. Nei casi ancora più gravi si può avere edema della zona periorbitaria, desquamazione della pelle a livello delle orecchie, del volto e del collo fino ad estendersi a tutto il corpo.

    La sensibilizzazione ai colorante per capelli può svilupparsi gradualmente con la ripetuta esposizione. In alcuni paesi europei, la PFD è stata bandita in quanto è considerata troppo a rischio di sensibilizzazione. La regolamentazione della Comunità Europea, comunque, consente, una concentrazione della PFD non superiore al 6%.

    Nei parrucchieri la regione più colpita è la mano ma, possono essere colpite anche altre zone esposte, come le braccia ed il volto.

    Un danno del cuoio capelluto anche da altre cause può rendere la cute di questa zona più sensibile del normale al colorante ed alle altre sostanze chimiche.

    Esistono, inoltre, delle sostanze che hanno una struttura chimica simile alla PFD e dovrebbero essere utilizzate con cautela dalle persone sensibili a tale sostanza. Esse sono:

    • La benzocaina (presente in alcune preparazioni anti-emorroidarie) e la procaina: anestetici locali.

    • Coloranti Azotati: impiegati per colorazioni temporanee e semi-permanenti dei capelli e per gli inchiostri.

    • Colorazioni dei tessuti – soprattutto abiti scuri ed abiti di fibre sintetiche come il poliestere ed il nylon.

    • Acido Para-aminobenzoico (PABA) – presente in alcuni protettori solari.

    Alcoli della lanolina
    Rappresentano il quarto agente per frequenza di sensibilizzazione tra i prodotti cosmetici. L’incidenza di nuove sensibilizzazioni a tali sostanze sembra in riduzione a causa del sempre minore uso che se ne fa poiché il potere allergizzante è conosciuto da molto tempo. E’ un materiale naturale ottenuto dal sebo della pecora recuperato dalla lana non lavorata. Vengono utilizzati nei cosmetici in quanto hanno proprietà emollienti, idranti ed emulsionanti. I cosmetici contenenti lanolina includono:

    • Idranti, creme per le mani, creme protettive.

    • Schermi solari.

    • Lucidalabbra.

    • Struccanti, Make-up per gli occhi.

    • Fondotinta

    • Oli per bambini e lozioni per pannolini.

    • Spray per capelli

    Gliceril-tioglicolato
    Un altro possibile agente sensibilizzante è il gliceril-tioglicolato, usato nelle soluzioni per permanenti. Il gliceril-tioglicolato può causare gravi dermatiti ai parrucchieri sensibilizzati. È stato stimato che circa il 31% dei casi di dermatite nei parrucchieri è causato dal gliceril tioglicolato, ed in Germania, da quando l’uso di tale prodotto è stato vietato, si è registrata una ridotta frequenza dei casi di sensibilizzazione.

    Il Nickel
    Il nickel merita una menzione a parte in quanto è l’agente allergizzante più studiato fra i metalli e provoca sensibilizzazione con una frequenza elevata in correlazione anche con la sua ubiquitarietà; esso, infatti, è presente non solo in oggetti metallici ma, anche in molti alimenti soprattutto di origine vegetale e, come inquinante derivante dalla lavorazione, anche nei cosmetici. La prevalenza della sensibilizzazione verso il nickel si aggira in Italia attorno al 20%; negli ultimi anni si è mostrata in continuo aumento e presenta ancora una predominanza nel sesso femminile con una età media di sensibilizzazione che sta diventando sempre più bassa (10-20 anni). Si spera che il recepimento anche da parte della nostra nazione di una recente direttiva CEE in merito alla limitazione del quantitativo di nickel nei cosmetici possa contribuire ad una riduzione delle dermatiti allergiche da tale metallo.

    Cosmetici con ingredienti derivanti dalle erbe
    Virtualmente tutti gli agenti terapeutici di erboristeria sono stati descritti come potenziali responsabili di sensibilizzazione allergica o di fotosensibilizzazione. La reale prevalenza delle allergie da contatto derivanti da estratti di origine botanica nei pazienti con dermatiti da cosmetici non è conosciuta dato che la maggior parte delle persone che hanno una dermatite non si rivolgono al medico a meno che il problema non sia persistente.

    I prodotti di erboristeria che più comunemente provocano dermatite da contatto contengono al loro interno piante o estratti di piante della famiglia delle Composite come carciofo, camomilla (presente in molti shampoo ed altri trattamenti per i capelli), crisantemo, tarassacco, calendola, ambrosia, cardo, etc.

    Alcune piante della famiglia delle Composite sono regolarmente presenti nei “prodotti naturali per la cura della pelle”, soprattutto shampoo e soluzioni per aromaterapia. In alcuni casi le reazioni alle Composite si aggravano con l’esposizione alla luce solare

    L’olio dell’albero del tè (Melaleuca alternifolia) viene sempre più spesso impiegata in diversi cosmetici (saponi, deodoranti, dentifrici, colluttori e dopobarba) con un aumento di dermatiti da contatto provocate da tale olio. Alcuni oli dell’albero del tè, inoltre, contengono eucalitolo che è, probabilmente, il più importante agente sensibilizzante di derivazione botanica.

    La Propoli
    La propoli è un prodotto che le api ottengono attraverso la elaborazione delle resine balsamiche che ricoprono le gemme e le cortecce degli alberi. Ci sono segnalazioni in letteratura che descrivono alcuni casi di dermatite da contatto in pazienti che hanno utilizzato alcuni cosmetici contenenti propoli in particolare stick per le labbra, saponi e tinture alcoliche.

    La diagnosi delle dermatiti da contatto da cosmetici – Il patch-test.
    Lo specialista Allergologo o Dermatologo può sospettare una dermatite da contatto in base alle caratteristiche delle lesioni cutanee ed alla storia di esposizione a sostanze irritanti o allergizzanti. Per dimostrare la sensibilizzazione allergica da parte di una sostanza sospettata in base alla storia del paziente si ricorre al patch-test. Tale test viene effettuato apponendo sulla cute del paziente (generalmente sulla schiena) dei cerotti (patch) contenenti gli allergeni sospettati. Tali cerotti verranno rimossi dopo due-tre giorni dall’applicazione. La lettura del test deve essere effettuata da medici con provata esperienza nell’interpretazione dei risultati. E’ bene sapere che il paziente non deve sottoporsi al test durante la fase acuta della dermatite, non deve aver applicato o assunto cortisonici o immunosoppressori nelle due settimane precedenti il test ed è preferibile non si sia esposto a radiazioni UV (solari o artificiali) nel mese precedente il test, perché “spengono” il sistema immunitario della pelle e possono rendere il risultato falsamente negativo.

    Come prevenire l’allergia da contatto ai cosmetici
    Ci sono alcune raccomandazioni che possono aiutare a prevenire l’insorgenza di allergia ai cosmetici:

    – Prima di usare ogni prodotto cosmetico, leggere attentamente l’etichetta dei componenti. La Comunità Europea ha emesso una direttiva in merito alle sostanze sensibilizzanti che obbliga i produttori di cosmetici a dichiarare la presenza di tali sostanza quando esse sono presenti in quantità superiore allo 0.1% del prodotto cosmetico. Tale indicazione è la seguente: “Contiene ‘nome della sostanza sensibilizzante’. Può produrre una reazione allergica”. E buona norma, quindi, scartare i prodotti contenenti ingredienti cui già si sa di essere allergici e cercare prodotti alternativi che non li contengano. L’obbligo di dichiarazione della presenza di sostanze sensibilizzanti quando esse sono contenute in quantità superiore allo 0.1% del prodotto non è, però, sempre sufficiente a prevenire reazioni avverse. Alcune sostanze, infatti, possono provocare sensibilizzazione, e quindi sintomi, anche a concentrazioni più basse. Ci si auspica, pertanto, un irrigidimento della legislazione in tal senso nei prossimi anni.

    – Attenzione a termini presenti sull’etichetta usati dai produttori che possono attirare gli allergici, ma non sono riconosciute dalla legislazione e possono rappresentare delle trappole per le persone potenzialmente allergiche. Il termine ipoallergenico è una affermazione arbitraria del produttore ma non è sostenuta da alcuna prova scientifica e/o statistica inconfutabile. Anche l’espressione senza profumi o non profumato indica semplicemente che il prodotto non ha un odore percettibile. La scritta naturale implica che gli ingredienti sono estratti direttamente da piante o animali invece che essere sintetizzati in laboratorio. Si ribadisce il concetto che la maggior parte delle proteine allergizzanti ad oggi conosciute è di origine “naturale”.

    – Effettuare un “mini patch-test” per scoprire se un nuovo prodotto cosmetico possa dare problemi sulla nostra cute. Ciò può essere fatto apponendo una piccola quantità del nuovo prodotto nella zona dei pelle vicino ai polsi e lasciandola lì per un paio di giorni. La comparsa di rossore sconsiglia l’utilizzo del prodotto testato.

    – Quando si acquista un cosmetico, preferire quelli che contengono formulazioni semplici.

    – Vaporizzare i profumi sui vestiti piuttosto che sulla cute.

    Il trattamento delle dermatiti da contatto da cosmetici
    La prevenzione è sicuramente da preferire al trattamento in quanto l’allergia ai cosmetici è trattabile ma non curabile. Ogni trattamento risulta inefficace se l’agente responsabile non viene identificato ed allontanato. L’impiego di creme a base di cortisonici può ridurre l’infiammazione ma è necessaria una perfetta aderenza alle prescrizioni mediche per evitare gli effetti collaterali di questi farmaci. Nei casi in cui le lesioni siano particolarmente estese o pruriginose si può ricorrere all’assunzione di antistaminici. Il ricorso agli antibiotici va riservato alle forme in cui si sono formate vescicole che dopo la rottura si sono infettate.

    Orticaria da contatto, Shock Anafilattico e Fotosensibilizzazione
    Più rari sono la comparsa di orticaria da contatto, lo shock anafilattico e la fotosensibilizzazione dopo l’utilizzo dei cosmetici.

    L’orticaria si manifesta entro qualche minuto dal contatto della cute con un agente allergizzante. Il paziente sviluppa arrossamento (pomfi ed eritema), sensazione di bruciore locale e prurito. L’orticaria da contatto può essere provocata da diversi ingredienti utilizzati nella fabbricazione dei cosmetici incluse le essenza profumate ed i conservanti.

    Una menzione particolare meritano l’ammonio persolfato e l’hennè.

    L’ammonio persolfato è un decolorante per i capelli usato comunemente dai parrucchieri in grado di dare sia reazioni allergiche che irritative.

    L’henné, invece, è diventato sempre più popolare come tinta naturale dei capelli a causa della sempre più diffusa moda del “ritorno alla natura” nei paesi Occidentali. L’henné è estratto da un arbusto Lawsonia inermis diffusa nel Medio-Oriente ed in Nord Africa.

    L’esposizione professionale dei parrucchieri a queste due ultime sostanze per via respiratoria si è resa responsabile di alcune reazioni anafilattiche.

    Con il termine fotosensibilizzazione si intende una malattia della pelle causata dall’interazione dei raggi ultravioletti (derivanti soprattutto dalla luce solare) e un agente chimico estraneo come ad esempio un cosmetico applicato sulla pelle. La fotosensibilizzazione può dar luogo ad una fotodermatite, chiamata a volte anche dermatite foto-allergica, o ad una dermatite fotoirritativa da contatto. Se la fotodermatite è secondaria all’assunzione o al contatto con piante e derivati si parla di fitofotodermatite. I due requisiti per l’innesco di una fitofotodermatite sono il contatto con la pianta allergizzante che può essere contenuta nei cosmetici e l’esposizione ai raggi ultravioletti di solito derivanti dalla luce solare ma anche dai trattamenti abbronzanti con lampade ad ultravioletti. Tale dermatite, perciò, ha un andamento stagionale.

    Le fitofotodermatiti producono di solito arrossamento e vescicole della cute già alla prima esposizione seguita da iperpigmentazione (inscurimento) persistente della pelle. L’iperpigmentazione può durare anche per mesi. L’eruzione cutanea è prodotta da una reazione del fototossica; ciò significa che la reazione rende la pelle suscettibile ai danni provocati dai raggi UV. Il sintomo più frequente è il dolore urente nella zona colpita.

  20. alberto

    Virtualmente tutti gli agenti terapeutici di erboristeria sono stati descritti come potenziali responsabili di sensibilizzazione allergica o di fotosensibilizzazione. La reale prevalenza delle allergie da contatto derivanti da estratti di origine botanica nei pazienti con dermatiti da cosmetici non è conosciuta dato che la maggior parte delle persone che hanno una dermatite non si rivolgono al medico a meno che il problema non sia persistente.

    I prodotti di erboristeria che più comunemente provocano dermatite da contatto contengono al loro interno piante o estratti di piante della famiglia delle Composite come carciofo, camomilla (presente in molti shampoo ed altri trattamenti per i capelli), crisantemo, tarassacco, calendola, ambrosia, cardo, etc.

    Alcune piante della famiglia delle Composite sono regolarmente presenti nei “prodotti naturali per la cura della pelle”, soprattutto shampoo e soluzioni per aromaterapia. In alcuni casi le reazioni alle Composite si aggravano con l’esposizione alla luce solare

    L’olio dell’albero del tè (Melaleuca alternifolia) viene sempre più spesso impiegata in diversi cosmetici (saponi, deodoranti, dentifrici, colluttori e dopobarba) con un aumento di dermatiti da contatto provocate da tale olio. Alcuni oli dell’albero del tè, inoltre, contengono eucalitolo che è, probabilmente, il più importante agente sensibilizzante di derivazione botanica.

    La Propoli
    La propoli è un prodotto che le api ottengono attraverso la elaborazione delle resine balsamiche che ricoprono le gemme e le cortecce degli alberi. Ci sono segnalazioni in letteratura che descrivono alcuni casi di dermatite da contatto in pazienti che hanno utilizzato alcuni cosmetici contenenti propoli in particolare stick per le labbra, saponi e tinture alcoliche.

    La diagnosi delle dermatiti da contatto da cosmetici – Il patch-test.
    Lo specialista Allergologo o Dermatologo può sospettare una dermatite da contatto in base alle caratteristiche delle lesioni cutanee ed alla storia di esposizione a sostanze irritanti o allergizzanti. Per dimostrare la sensibilizzazione allergica da parte di una sostanza sospettata in base alla storia del paziente si ricorre al patch-test. Tale test viene effettuato apponendo sulla cute del paziente (generalmente sulla schiena) dei cerotti (patch) contenenti gli allergeni sospettati. Tali cerotti verranno rimossi dopo due-tre giorni dall’applicazione. La lettura del test deve essere effettuata da medici con provata esperienza nell’interpretazione dei risultati. E’ bene sapere che il paziente non deve sottoporsi al test durante la fase acuta della dermatite, non deve aver applicato o assunto cortisonici o immunosoppressori nelle due settimane precedenti il test ed è preferibile non si sia esposto a radiazioni UV (solari o artificiali) nel mese precedente il test, perché “spengono” il sistema immunitario della pelle e possono rendere il risultato falsamente negativo.

    Come prevenire l’allergia da contatto ai cosmetici
    Ci sono alcune raccomandazioni che possono aiutare a prevenire l’insorgenza di allergia ai cosmetici:

    – Prima di usare ogni prodotto cosmetico, leggere attentamente l’etichetta dei componenti. La Comunità Europea ha emesso una direttiva in merito alle sostanze sensibilizzanti che obbliga i produttori di cosmetici a dichiarare la presenza di tali sostanza quando esse sono presenti in quantità superiore allo 0.1% del prodotto cosmetico. Tale indicazione è la seguente: “Contiene ‘nome della sostanza sensibilizzante’. Può produrre una reazione allergica”. E buona norma, quindi, scartare i prodotti contenenti ingredienti cui già si sa di essere allergici e cercare prodotti alternativi che non li contengano. L’obbligo di dichiarazione della presenza di sostanze sensibilizzanti quando esse sono contenute in quantità superiore allo 0.1% del prodotto non è, però, sempre sufficiente a prevenire reazioni avverse. Alcune sostanze, infatti, possono provocare sensibilizzazione, e quindi sintomi, anche a concentrazioni più basse. Ci si auspica, pertanto, un irrigidimento della legislazione in tal senso nei prossimi anni.

    – Attenzione a termini presenti sull’etichetta usati dai produttori che possono attirare gli allergici, ma non sono riconosciute dalla legislazione e possono rappresentare delle trappole per le persone potenzialmente allergiche. Il termine ipoallergenico è una affermazione arbitraria del produttore ma non è sostenuta da alcuna prova scientifica e/o statistica inconfutabile. Anche l’espressione senza profumi o non profumato indica semplicemente che il prodotto non ha un odore percettibile. La scritta naturale implica che gli ingredienti sono estratti direttamente da piante o animali invece che essere sintetizzati in laboratorio. Si ribadisce il concetto che la maggior parte delle proteine allergizzanti ad oggi conosciute è di origine “naturale”.

    – Effettuare un “mini patch-test” per scoprire se un nuovo prodotto cosmetico possa dare problemi sulla nostra cute. Ciò può essere fatto apponendo una piccola quantità del nuovo prodotto nella zona dei pelle vicino ai polsi e lasciandola lì per un paio di giorni. La comparsa di rossore sconsiglia l’utilizzo del prodotto testato.

    – Quando si acquista un cosmetico, preferire quelli che contengono formulazioni semplici.

    – Vaporizzare i profumi sui vestiti piuttosto che sulla cute.

    Il trattamento delle dermatiti da contatto da cosmetici
    La prevenzione è sicuramente da preferire al trattamento in quanto l’allergia ai cosmetici è trattabile ma non curabile. Ogni trattamento risulta inefficace se l’agente responsabile non viene identificato ed allontanato. L’impiego di creme a base di cortisonici può ridurre l’infiammazione ma è necessaria una perfetta aderenza alle prescrizioni mediche per evitare gli effetti collaterali di questi farmaci. Nei casi in cui le lesioni siano particolarmente estese o pruriginose si può ricorrere all’assunzione di antistaminici. Il ricorso agli antibiotici va riservato alle forme in cui si sono formate vescicole che dopo la rottura si sono infettate.

    Orticaria da contatto, Shock Anafilattico e Fotosensibilizzazione
    Più rari sono la comparsa di orticaria da contatto, lo shock anafilattico e la fotosensibilizzazione dopo l’utilizzo dei cosmetici.

    L’orticaria si manifesta entro qualche minuto dal contatto della cute con un agente allergizzante. Il paziente sviluppa arrossamento (pomfi ed eritema), sensazione di bruciore locale e prurito. L’orticaria da contatto può essere provocata da diversi ingredienti utilizzati nella fabbricazione dei cosmetici incluse le essenza profumate ed i conservanti.

    Una menzione particolare meritano l’ammonio persolfato e l’hennè.

    L’ammonio persolfato è un decolorante per i capelli usato comunemente dai parrucchieri in grado di dare sia reazioni allergiche che irritative.

    L’henné, invece, è diventato sempre più popolare come tinta naturale dei capelli a causa della sempre più diffusa moda del “ritorno alla natura” nei paesi Occidentali. L’henné è estratto da un arbusto Lawsonia inermis diffusa nel Medio-Oriente ed in Nord Africa.

    L’esposizione professionale dei parrucchieri a queste due ultime sostanze per via respiratoria si è resa responsabile di alcune reazioni anafilattiche.

    Con il termine fotosensibilizzazione si intende una malattia della pelle causata dall’interazione dei raggi ultravioletti (derivanti soprattutto dalla luce solare) e un agente chimico estraneo come ad esempio un cosmetico applicato sulla pelle. La fotosensibilizzazione può dar luogo ad una fotodermatite, chiamata a volte anche dermatite foto-allergica, o ad una dermatite fotoirritativa da contatto. Se la fotodermatite è secondaria all’assunzione o al contatto con piante e derivati si parla di fitofotodermatite. I due requisiti per l’innesco di una fitofotodermatite sono il contatto con la pianta allergizzante che può essere contenuta nei cosmetici e l’esposizione ai raggi ultravioletti di solito derivanti dalla luce solare ma anche dai trattamenti abbronzanti con lampade ad ultravioletti. Tale dermatite, perciò, ha un andamento stagionale.

    Le fitofotodermatiti producono di solito arrossamento e vescicole della cute già alla prima esposizione seguita da iperpigmentazione (inscurimento) persistente della pelle. L’iperpigmentazione può durare anche per mesi. L’eruzione cutanea è prodotta da una reazione del fototossica; ciò significa che la reazione rende la pelle suscettibile ai danni provocati dai raggi UV. Il sintomo più frequente è il dolore urente nella zona colpita.

  21. Enrico T.

    Buona giornata a tutti, giusto per evitare qualunque tipo di insinuazione specifico che sono responsabile di un marchio. Prima di avere un marchio di proprietà ho commercializzato il brand Tecna e non ci sono mai stati problemi di alcun tipo, c’è d aggiungere che il Ministero della Salute Italiano è il più severo/serio d’Europa e aggiorna le proprie regolamentazioni di continuo e proprio per questo motivo ogni azienda ha un responsabile medico. Tecna ha sede a Roma, non mi sono chiare molte cose, ma che non spetta a me giudicare, certo che se in Germania è successo quel che è dichiarato il prodotto non è a norma in tutti gli stati facenti parte della CEE, tanto detto cosa c’è da aggiungere? Mi auguro che gli amici della Tecna si distinguano una volta ancora per la loro serietà che negli anni hanno dimostrato. Enrico T.

  22. vormals Tecna Germany

    Ciao Govanni,

    Avevamo la distribuzione per tutta la Germania!

    Se hai lasciato tradurre tutto, poi deserto tu anche quale materia di contenuto vietata sarebbe ciò!!!!!!!

    L’esame autorevole ha avuto luogo fine di dicembre 2007.

    Sono confisca due s, verbali:, nell’anno 2008 entrambi,

    Il primo dal nostro magazzino,
    i secondi sono i colori quell’io dei parrucchieri indietro prendono dovuto!

    Come commerciante, si è vincolato in tutta l’Europa, merce dannosa indietro aumentano e, risarcire il valore al cliente!!!!

    Fantastico che fai una fatica tu ti a questo tema, volentieri puoi richiedere anche direttamente presso di me!

    Auguriamo Buon Natale a tutti!

  23. giacomo

    Bravo Giovanni- Complimenti per il buon lavoro di ricerca che hai fatto – Grazie di cuore . Auguri

  24. Giovanni

    Ciao a tutti, ho avuto modo di contattare tempo fa il signor Richter tramite il suo indirizzo mail perchè ne volevo sapere di più e di avere le documentazioni per il quale lui su questo blog scrive.
    Ora in breve, dopo la traduzione da parte di un mio amico, vi spiego quello che è successo e sicuramente capirete qualcosa in più ma nulla di definitivo.(io vorrei cinvece capire perchè Tecna Italia invece di non aiutarci qui nel blog voglia farlo in altre sedi quando la risposta è più semplice a dirla che a farla).
    Perchè devo farlo io per voi o per noi quando voi potete farlo per noi???

    Questo signore era il distributore di Tecna in Germania e precisamente nela zona di Francoforte.
    La documentazione che viene data è relativa a due articoli di giornale del settore parrucchiere della zona di Francoforte, per farvi un esempio concreto il giornale per Milano per i parrucchieri.
    Assieme mi viene dato il sequestro della merce a questo Richter con due date differenti (la prima per bloccare la vendita ed il sequestro immediato e la seconda per denunciarlo in tribunale e confermare il sequestro nuovamente ).
    Per quanto riguarda il giornale viene scritto ai parrucchieri tedeschi della zona di non utilizzare il prodotto perchè sequestrato secondo delle normative Cee e sul quale vengono condotti degli esperimenti perchè nella tinta ci sono dei composti cancerogeni che generano malattie nel durare del tempo.(senza mai parlare del nome dei composti!)
    Allo stesso modo però viene citata la Danimarca (che fa parte oppure no della Cee??)come Paese distributore in cui vengono fatti questi esperimenti ma continuano a commercializzarlo.
    Quindi la cosa risulta prima essere denunciata dal giornale, anche perchè non vengono menzionati ne nomi ne tipologie di composti per il quale è stato sequestrato o messo in laboratorio per accertamenti, poi ridiscussa e rivista ed alla fine lo stesso giornale si pone la domanda su come tutelare i parrucchieri e soprattutto se stesso su quello che scrive proprio in questo articolo;
    (una situazione veramente preoccupante e confusionaria secondo me!!??).
    Le altre due documentazioni altro non sono che la copia del sequestro da parte della poliziaguardia di finanza con tanto di bollo nella quale in due date viene terminata la distribuzione per questa TECNA GERMANY con titolare questo Richter con date relative al fine 2006 ed aprile 2007.

    Senza prendere alcuna posizione nè dell’una nè dell’altra parte, come ho sempre fatto finora, ho voluto far un pò più chiarezza.

    Ciao a tutti e BUON NATALE!!!!!!!!

  25. vormals Tecna Germany

    Ciao Xenia,

    contributo divertente, solo io desidero più volentieri pasta di crauti!
    Presentati a te nel salotto, la polizia viene oggi e sequestra la tua merce perché il tuo fornitore ha usato i veleni vietati.
    Sei ancora così allegramente poi?
    Certamente non!
    Se ti rivolgi poi al tuo fornitore e questo porta a cottura non reagisce?
    Se sei ancora acido certamente!
    Se il tuo danno non sostituisce tu ricevi?
    Poi scoppi!
    Se hai perdutamente perciò tutti i clienti, perché la polizia era presso di Lei?
    Cosa fai poi,” tu parrucchiere noto da Roma?”
    Qui hai fissato i mal di stomaco!

    Dunque chi ha ricevuto qui probabilmente un calcio?

  26. XENIA

    salve a tutti, sono un noto parrucchiere di roma,posso solo dire ai famigerati cari colleghi tedeschi, di lasciar perdere le tinture, e di continuare la loro leggendaria tradizione di fare, crauti, bere birra ,e costruire automobili.. poi se vogliamo dirla tutta il sig. amadori ve da na pista su i wustell, nastro azzurro ce piu gusto ad essere italiani, e per quanto riguarda le automobili..conoscete bene una certa ferrari … aur fidersen!

  27. Daniela

    Ma non hai indicazione di siti internet o di giornali, o nomi di altre persone di riferimento? Comunque, ho già trovato un documento on line in cui si dice che la Commissione UE vieta 22 sostanze contenute nelle tinture per capelli per le quali le industrie produttrici non hanno fornito alcuna scheda di sicurezza, tra cui anche: NN, dietil-m-amminofenolo; NN-dimetil-2,6-piridindiammina e il suo sale HCI; N-ciclopentil-m-amminofenolo; N-(2-metossietil)-p-fenilendiammina e il suo sale HCI. Cosa vi risulta a voi parrucchieri? Inoltre, perchè non guardate sul sito http://www.helpconsumatori anche riguardo le altre sostanze (se non trovate la notizia inserite in google: “Salute.Tinture capelli, UE vieta 22 sostanze: sono pericolose”. Poi, per favore, diteci onestamente qualcosa, grazie, Daniela

  28. Daniela

    Aggiungo che ho fatto interrogazioni dirette a realtà super partes ed attendo risposte, dato che ci tengo realmente alla salute di noi consumatori ed anche dei parrucchieri, nel caso, dubbio, il sig. di Tecna Germany dicesse il vero, saluti a tutti, Daniela

  29. Daniela

    vormals Tecna Germany, per cortesia, risponda al mio quesito: citi su quale giornale, data e numero è riportato quanto dice, oppure indichi link tedeschi dove poter leggere quanto dice, o ancora, nomi di parrucchieri tedeschi disponibili a testimoniare quanto dice, se ci vuole così bene, a noi italiani, da volerci proteggere da malattie varie. Se non lo fa, i dubbi riguardo quanto scrive aumentano ancor più. Ah: dimenticavo, non potrebbe farsi aiutare con l’italiano, data la sua posizione, o indicare anche una traduzione in inglese, se ci tiene così tanto a farsi capire?? Grazie, Daniela

  30. vormals Tecna Germany

    Ciao, qui, va intorno alla salute dei nostri clienti nel salotto!!!!

    Tecna non scriverà certamente nel forum
    come hanno dovuto pagare molta punizione!
    E come hanno dovuto distruggere molti colori!

    Una legge di UE è stata applicata qui! Questo non è nessun scherzo!!

    I colori stanno ancora sigilla in Germania.
    Costoro devono essere andati a prendere della Hersteller(Tecna Italia,

    Ognuno di quelli vuole, può venire volentieri a tribunale a Roma!
    Anche la stampa sarà presso di lui!

  31. manu

    io non credo che molte cose scritte su questo forum e cmq se e’ vero cio’ che qualcuno scrive per quale motivo in italia non sono stati sequestrati????????????????????????

  32. vormals Tecna Germany

    Tecna Italia ha scritto il 13 settembre!

    “Sig. RichterF23 Le comunichiamo di essere in possesso del materiale relativo alle sue farneticanti accuse e dei suoi indirizzi. Pertanto abbiamo già dato mandato ai nostri Legali di avviare denuncia nei suoi confronti.”
    Il portalettere col lamento viene probabilmente a piedi! Filatore!!!!!

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