E.M. scrive:
Oggi la sensazione è che vendono tutti la stessa marca “PINCO PALLINO” non conoscono i prodotti tecnicamente, se gli chiedi un colore con una grande copertura di capelli bianchi ce l’hanno, se chiedi un colore naturale che copra in trasparenza ce l’hanno, se chiedi un colore che non schiarisce ce l’hanno, se chiedi un colore che dia riflessature calde ce l’hanno, se chiedi un colore tendente al cenere ce l’hanno, PECCATO CHE POI TI CONSEGNANO SEMPRE LO STESSO TUBO, e l’argomentazione è standard “PROVALO CHE COSTA POCO” ma il parrucchiere cosa dice alla sua cliente? “Le faccio questo colore perchè l’ho pagato poco”?
Quando la motivazione di acquisto da parte del parrucchiere non è coerente con la motivazione di vendita del servizio, il giocattolo non può funzionare a lungo, prima o poi la consumatrice si rende conto che gli hanno applicato un prodotto che non è proporzionato a quanto sta pagando. La cliente non si lamenta del prezzo che paga, ma di quello che ha ricevuto per il prezzo pagato.
Il mercato del parrucchiere oggi è mediamente stabile, significa che qualcuno stà navigando male, altri stanno crescendo, chi naviga con difficoltà e sta perdendo clienti deve fare un esame di coscienza, verificare la qualità e il servizio dato alle proprie clienti, acquistare prodotti che non basino la loro forza sul prezzo troppo basso, perchè probabilmente valgono anche poco, diffidare di chi offre un prodotto molto caro e poi fa condizioni di sconto tali da far diventare il prodotto di dubbia qualità . I parrucchieri che oggi soffrono maggiormente la crisi, sono anche gli stessi che in salone non ci sono mai, le clienti vanno alle 9:00 “il titolare non c’è”, alle 10:00 idem, alle 11:00 “è appena uscito” prima o poi queste consumatrici si stufano di pagare il servizio fatto in salone basato su un listino prezzi intestato ad un “fantasma”. Poi gli stessi parrucchieri si lamentano che una lavorante se n’è andata ed ha aperto un salone, “RUBANDOGLI UNA BUONA FETTA DI CLIENTELA”, la cliente era già da un pezzo che aveva abbandonato questo parrucchiere.
Poi ci sono gli acconciatori che in questo periodo, stanno lavorando tanto, non si lamentano della crisi, sono professionisti seri, fanno scelte di qualità perchè sanno che è la strada giusta, si rivolgono a distributori che oltre a vendere i prodotti sanno dare servizi di formazione a 360 gradi, e rispettano la categoria degli acconciatori aiutandoli nella loro professione e non alimentando un mercato concorrenziale parallelo.
Gli acconciatori che oggi stanno crescendo, hanno sempre un sorriso da offrire alle clienti e cosa molto importante entrano in salone al mattino prima dei dipendenti ed escono per ultimi alla chiusura, curano tutte le consumatrici con un bel taglio, un colore, un acconciatura, a volte anche solo una diagnosi tecnica, un complimento o delle coccole, praticamente stanno facendo quello che la cliente è disposta a pagare, ……per questo torna.

tutti i miei colleghi si lamentano , e sono tanti visto che apparteniamo ad un noto gruppo , eppure usiamo dei buoni prodotti e tecniche avanzate , e disciplina ed igiene ,puntualita’ e sorriso sono il biglietto da visita . come mai registriamo cali di presenze ????
purtroppo è molto semplice ciò che sta accadendo: non ci sono più soldi e le presenze non sono diminuite ma diradate nella frequenza.Le strategie sono inutili: è crisi totale per il commercio e l’artigianato solo l’industria avanza ,speriamo bene…..in bocca al lupo a tutti!
A proposito di grossisti : avete visto come la DIKSON ha copiato pari pari il sistema inventato dall’Oreal per identificare i grossisti più bravi ? – E’ tutta qui l’inventiva italiana ? Andate a nascondervi che è meglio !!!!!
fammi capire , che cosa ha copiato la dikson?
Ha copiato il sistema commerciale PUNTI VENDITA ASSISTITI che l’OREAL usa per identificare i migliori grossisti . HA COPIATO ANCHE IL LOGO: VERGOGNA