Scritto da Haircafè il 25 gennaio 2008
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Come mai è ritornato nuovamente in uso dire che il parrucchiere è un ignorante, uno senza cultura scolastica, uno che non legge, etc?
Per colpa di pochi (qualche 10.000!) tutta la categoria ci rimette d’immagine.
Facciamo in modo che i veri ignoranti facciano sempre più fatica a fare questo lavoro e non abbiano futuro.
Naturalmente perchè ciò succeda, si devono creare le premesse per cui ci deve essere una “notevole” differenza di cultura fra chi vale e chi non vale!
Quindi…INFORMIAMOCI, AGGIORNIAMOCI, STUDIAMO!!

ho’ finalmente un discorso interessante,con una visione troppo ottimistica direi,si perche’ non sono ancora estinti i dinosauri,i figli dei dinosauri continuano a esistere.cosa intendo è presto detto,ci sono ancora in giro colleghi che:eseguono permanenti con saturazione diretta,fanno colori pensando di essere pittori,in realta la concezione non è errata sempre che si tenga conto che stiamo lavorando con sostanze chimiche e che le dosi sono inportanti,ma l’estro ingnorante va’ x la maggiore.piace mischiare senza sapere cosa si sta facendo,perchè è fico chi mischia piu’ colori degli altri anche se non si sa cosa si sta facendo!all’ora concordi che la maggiorparte dei parrucchieri è ignorante,ma nel suo lavoro cosa forse peggiore.la legge sull apprendi stato è cambiata finalmenteora non si diventa piu’ parrucchiere con due anni di apprendistato in un negozio,ben si frequentando un corso,le cose dovrebbero migliorare anche se il condizionale è dobblico….ciao
Sei bravo Carlo, mi piaci! Scrivi che ti leggerò sempre. Ciao
GRAZIE!PER IL COMPLIMENTO.DAI UN’OCCHIATA ALL’INDICE MODA E CAPELLI.SOS TECNICO COLORE,E DIMMI COSA NE PENSI!
Giustissimo, ma i dinosauri sono difficili da plasmare,talvolta certe convinzioni rimangono radicate (conosco un collega che mette il deco nel colore uahhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!).Cosa dici Carlo devo rassegnarmi e aspettare l’estinzione vera e propria o sperare che vengano pre pensionati?
io ormai da quando mi sono aperto il negozio x fortuna non ho’ piu’ a che fare con il giurassico,ahahaha! pero’ mi manca un pochino sai,ma solo x ridere un po’.ti racconto questa che mi è capitata nel 1996 dove lavoravo,premetto che venivana gente dello spettecolo ecc,ecc..dunque non parlo di un neg di periferia.nello stanzino dove si preparano i colori entrando ti becco i due titolari che èrano intenti a farsi l’ossigeno da soli.con volumometro e due secchi di acqua e ox ad alti volumi,immagina quali!intenti a cercare di raggiungere i 20 volumi x poi imbottigliarli ahahahahahah ahhahhah ahahhahah ahahahhah
giuro non dico cazzate!se ci ripenso ancora rido!!!!spero che qui non ci sia nessun illuso che compia questa operazione.ciao
La droga dilaga in tutti i settori…
diciamo che basterebbe lo stralcio della licenza!!!
quella dei 20 vol. e’ follia, a me basta pensare che ci sono colleghi che millantano di avere la colorazione di una ditta famosissima con i poster in vetrina e la scritta che dice parrucchiere selezionato da tal dei tali e poi nello stanzino che diceva carlob hanno dei tubi da 100ml a 1€
ciao a tutti
tornando al discorso dell’ignoranza….
secondo voi avere un titolo di studio è importante? intendo un diploma superiore…una laurea…
perchè se vogliamo alzare il tasso di parrucchieri con cultura dovremmo attivarci in questo senso anche…o mi sbaglio?
ciao da luca!
se un titolo di studio possa aiutare non lo so’ sta di fatto che di laureati ignoranti ne e’ pieno il mondo!!!
a bhe si sicuramente…sono assolutamente d’accordo con te.
pero’ visto che noi curiamo l’immagine…forse anche l’immagine della nostra cultura non farebbe male…non credete?
pienamente d’accordo!!!
e per quanto riguarda la conoscienza della lingua inglese secondovoi è indispensabile?
io non sono laureata anzi ho una semplice 3 media ma sono felice così xchè almeno ho avuto la fortuna di incominciare a lavorare cosa che ora i laureati si sognano..eheheh.x quanto riguarda l’inglese sarebbe meglio saperlo ma vi posso assicurare che ho 3 clienti inglesi e ci riusciamo a capire anche se non conosco benissimo la lingua..Meglio un taglio fatto bene che una parola in inglese..
Grande Luca !!!!!
bhe si sono d’accordo memolina…
prova pero’ a immaginare che immagine avresti in salone se con questi clienti parlassi in inglese…
gli altri clienti che ti guardano mentre spieghi che taglio stai per fare, molto disinvolta…e seguendo le esigenze del cliente che conosce solo l’inglese in modo accurato…e non facendo gesti o semplicemente scegliendo un taglio su una foto.
io sto cercando di impararlo il piu possibile, anche perchè il mio obiettivo è andare all’estero, pero’ secondo me l’inglese ora come ora, con la globalizzazione e tutto, è molto importante sapere questa lingua…
ciao!!!
p.s.: fermo restando che se sai benissimo l’inglese ma sei un cane come parrucchiere…non vai da nessuna parte!!!
Anni fa’ mi sono diplomata al liceo artistico,lavoravo dalle 8 alle 1930 poi andavo a scuola 1930 2330,non per un fine specifico,solo per cultura personale,mi é servito molto,nel lavoro e nella vita…
secondo me hai fatto una cosa utilissima!davvero, complimenti!!!!!!
A me piace quel che dice “memolina” ! – E’ pratica, vera, essenziale ,REALE !!!! Ciao
l’inglese e’ fondamentale e non solo per lavoro! ma non vi sembra una cosa strana che solo in italia piu’ del 70% non parla inglese mentre in tutti gli altri paesi a cui ci paragoniamo praticamente lo parlano tutti??
Che piacere leggere i vostri commenti, soprattutto é interessante ció che pensate del vostro lavoro, lo amate!
Coincidenzialmente ho appena scritto un´articolo per una rivista per parrucchieri(non in Italia,) propio sul tema da voi proposto, e mi piacerebbe sapere cosa ne penzate, lo riassumo velocemente.
Noi parrucchieri siamo artisti, allora possiamo compararci ad altri artisti, come Scultori, Pittori, Musicisti…….. loro possono contare con una formazzione di livello universitario, come i consevatori per i Musicisti, le accademie di belle arti per i Pittori o Scultori; allora la domanda mi sorge spontanea perché si pensa che nel nostro caso non sia necessario,un programma di formazione di livello universitario? Credo che tutti dovremmo cambiare e guardare in maniera diversa la nosdtra professione e dargli l´importanza che merita.
Prendiamo esempio dalle altre discipline artistiche, che anno lottato per ottenere “fonti dove dissetarsi”.
Non so voi peró io voglio continuare a studiare, perché mentre piú leggo e studio mi accorgo che di meno so.
Un saluto a tutti e buon lavoro.
Ciao a tutti!Ho letto i vostri commenti con molto interesse ma in particolar modo sono rimasta stupefatta sulle parole scritte dal caro giovane collega LUCA LIVING di 21 anni…. E mi domando come faccia un cosi giovane e permettetemi inesperto del nostro settore a sputare sentenze su un grande stilista come ALDO COPPOLA.IO al contrario non posso far altro che nutrire immensa ammirazione e ricordare come un suo semplice show riusciva a trasmettermi carica e amore verso il mio lavoro con la voglia di imparare sempre di piu’ per poter dar sempre il massimo.Ma con estrema chiarezza dico che i miei pensieri non erano sull’INGLESE e vari altri commenti futili e forse perditempo.. ma sulla concretezza per continuare il mio cammino intrapreso ormai da tanti anni ,agendo quindi con umilta’e determinazione, imparando e anche sbagliando sono potuta crescere grazie all’esperienza che tutt’ora non e’ assolutamente completata.Quindi caro LUCA invece di studiare inglese impegnati magari in modo assoluto ad intraprendere il tuo percorso da vero professionista ma con una buona dose di umlta’!peccato che non si possa studiare… AUGURI!! cari saluti a tutti.
Salve, è vero quello che si dice sull’ignoranza dei parucchieri, o meglio “la poca cultura commerciale”
Io sono un venditore di vecchia data e ho potuto constatare questo parecchie volte, le cose sono cambiate negli ultimi anni, ma resta sempre una pigrizia nel commerciale, è umano questo il parrucchiere è un artista Guai se non lo fosse, ma un pò di attenzione a quando acquista non sarebbe male. Se io vi chiedessi quanto pagate uno shampoo da 250 ml della ditta che normalmente avete in negozio (in quanti se lo ricordano, in quanti ne sono certi, in quanti giurerebbero di saperlo)
Certamente pochi, e se poi vi chiedessi a quanto lo vendete e quale è il guadagno sul costo, e quanto vi rimane dopo aver pagato il 20% di iva e dopo aver pagato le tasse sul guadagno? ancora meno forse nessuno lo sà .
Una cosa è certa se su un prodotto a listini base di € 10,00 l’azienda vi riconosce un 30% di sconto sul listino base arrivate a (€ 7,00) vi impone la rivendita a € 12,00 (a conti fatti netto da tasse vi rimarranno si e no € 1,00) Se non fate rimanenze di magazzino.
x giovanni!bravissimo,si sottovaluta tantissimo,si rilasciano licenze senza grossinproblemi…ma il nostro lavoro,non puo’ essere sottovalutato.noi facciamo un lavoro,che se fatto da persone poco praparate,puo’ rovinare la salute delle persone.alcuni incosciamente,cosciamente come volete voi, fanno cazzate,intendo persone che sono impreparate professionalmente,per tanto dato che le complessita che si riscontrano nel settore tecnico sono un’infinita’,secondo me si dovrebbe inventare una cosa del genere:far fare delle prove,pretica,teorica sul tecnico.e cosi chi non passa lesame nel suo salone potra fare solo servizi stilistici,acconciature,ecc ecc..i rami secchi vanno recisi in una pianta,a beneficio dei restanti rami.la linea dura ci vuole per risanare un mestiere fantastico al quale noi tutti facciamo parte.che ne pensate?scusate,ma da tempo che ci pensavo,leggendo questo post.it non ho’ saputo resistere.ciao
ciao a tutti,
credo ke memolina abbia proprio ragione!!!
Con questo lavoro non solo sono entrata prima nel mondo del lavoro ma ho arricchito anke il mio bagaglio culturale,è importante saper esprimersi ma farlo con il proprio lavoro è meraviglioso!
Una formazione universitaria è utile solo nel momento in cui c’è…..TESTA.
Ci vuole testa a fare tutto altrimenti i titoli, le qualifiche e quant’altro non valgono la carta su cui sono scritte.
Avere testa significa nel nostro settore, tanto per cominciare, tirar fuori la testa dalla sabbia e rendersi conto che la clientela non solo è cambiata ma cambierà sempre più.
Fatto questo bisognerebbe gonfiare il petto e incominciare a sentirsi orgogliosi della propria professione, spazzando pian pianino via l’immagine storica legata alla figura del parrucchiere.
A questo punto entra in gioco la formazione continua, gli aggiornamenti, la voglia di rinnovarsi ogni giorno e contemporaneamente valorizzare quanto acquisito nel passato.
Conoscere l’inglese, la cosmesi, saper leggere un’etichetta, saper scegliere il prodotto giusto per l’inestetismo da trattare, saper individuare gli inestetismi, conoscere i principi base e magari avanzati del marketing, le basi del trucco, ecc.ecc.ecc………potrei conttinuare all’infinito, tutti argomenti che diventeranno sempre meno un optional professionale.
E’ vero, posso fare il parrucchiere anche senza tutto questo e badando solo a risultati tecnici eccellenti, ma:
1) Una buona base tecnica è comunque diffusa
2) I clienti cercano e cercheranno sempre più
3) Meglio offrire poco ed eccellente o puntare a molto ed eccellente?
Diversificare e puntare all’eccellenza delle risposte professionali, espandere i propri orizzonti e dare il giusto peso ad una professione che è limitata solo da chi la vede in modo limitato.
Arte e Scienza, ecco cosa siete, vi pare poco??
sono pienamente d’accordo con te MB i tempi cambiano e noi con loro perchè il nostro lavoro è si arte ma anche mercato e questo va adeguato secondo le esigenze dei clienti che ci vogliono esperti di un settore come il nostro che è moda ; siamo stilisti alla pari di chi disegna abiti, gioielli,e quant’altro ma non siamo considerati tali perchè tuttora il nostro lavoro è svolto da mestieranti che considerano questa professione un ripiego per chi non ha altro da fare….Allora cerchiamo di rivalutarlo e cambiamo anche noi: si ad aggiornamenti di marketing corsi di medicina estetica lezioni di lingua , tutto quello che ci fa fare un salto di qualità in una realtà di competitività in cui ci vuole professionalità ! svegliamoci e smettiamo di farci prendere per semplici lavatesta se non pettiniamo attrici o persone famose! buon lavoro a tutti
Pienamente daccordo..tranne su un punto.
Non fate l’errore di mescolare la vostra professionalità con la medicina estetica o con i medici in generale!
Questo è un errore che molte estetiste, per esempio, stanno tutt’oggi pagando caro….è un discorso ampio e con mille sfaccettature ma che sicuramente faremo.
Quello che sogno è una Vostra professionalità forte, in cui i medici e dermatologi non vi usino come sudditi di basso livello (nella migliore delle ipotesi) ma con i quali sia possibile una “collaborazione” alla pari lì dove si presentino casi MOLTO particolari.
Per il resto, voi avete tutte le potenzialità per affrontare moltissime anomalie cutanee e del capello, ma bisogna costruirsi le conoscenze per poterlo fare al meglio.
ATTENTI….la categoria medica si è già svegliata e sta incominciando a capire che tipo di business è possibile non con i farmaci….ma con i COSMETICI. Anche di questo spero parleremo presto, per ora scrivo in questa discussione in incognito
!
Come dicevo bisogna tirar fuori la testa ed incominciare ad agire come SERI PROFESSIONISTI del BENESSERE….dipende da NOI/VOI!!
A presto
parlando di medicina estetica mi riferisco alla qualifica del relatore di alcuni argomenti riguardanti le anomalie del capello e degli strati cutanei che riguardano il nostro lavoro; il necessario per sapere quale prodotto da applicare e come farlo nel migliore dei modi per trarne beneficio . Purtroppo le operazioni al lavaggio spesso sono trascurate dal parrucchiere e questi corsi sono utili a dare la giusta importanza a queste fasi importantissime e che sia spiegato da una persona professionalmente preparata in quanto qualificata a parlare di una parte del nostro corpo rende più stomolati ad approfondire questo argomento. A presto
ehi…se volete sfatare di non essere ignoranti..cercate di convincere una cliente come me..affetta da tricotillomania…che nessun parrucchiere capisce…o forse fa finta..a venire da uno di voi…
io ci vengo..in qualsiasi parte dell’italia siate…ho 32 e non ho mai trovato un parrucchiere competente nè dal punto di vista professionale nè dal punto di vista psicologico..
scrivetemi
Morgana, hai toccato un gran brutto tasto e forse cerchi aiuto nel posto sbagliato.
Non so fino a che punto arriva il tuo problema come conseguenze sul cuoio capelluto, per cui parlerò in generale.
La tricotillomania ha spesso una componente psichica che và approfondita e vagliata con medici e psicologi, guai ad un parrucchiere che si metta a fare questo!!
Se non rimuovi le cause di questa “abitudine” poco sana per i capelli e per la persona, non c’è trattamento che tenga!
E’ vero, un parrucchiere può e deve coadiuvare con una corretta attività cosmetica mirata a mantenere i follicoli in attività ed il cuoio capelluto in condizioni ideali, ma senza la sospensione delle abitudini che possono portare a casi seri ed estesi di alopecia, non si può pensare di risolvere niente.
La cosa buona, mi sembra, è che tu hai coscienza del problema e chiedi aiuto, ma devi chiederlo alle figure professionali che possono dartelo, un parrucchiere preparato può aiutare ma non risolvere.
Ti auguro di trovare un professionista serio e preparato e di risolvere la tua Tricotillomania nel migliore dei modi.
DE CURA CUTIS è il nuovo Blog di discussione per questi ed altri casi legati alla cosmesi professionale!!
chi sei MB ? Sei uno scienziato sei forte – Cos’è il DE CURA CUTIS ? dove si trova? Ciao
Ciao Orazio,
questo è il link del blog, mi auguro che le discussioni coinvolgano quanti più operatori del settore è possibile. Abbiamo bisogno di confrontarci, di crescere insieme e di essere uniti….per dare risposte sempre più professionali, sempre più adeguate e CHIARE alle esigenze dei clienti.
http://www.globelife.com/decuracutis/
Riguardo l’ignoranza del parucchiere sono da colpevolizzare le aziende che hanno sempre pensato a vendere e lasciare perdere la formazione. Il parucchiere di oggi è diverso dal parucchiere di 30 anni . Oggi il parucchiere è un consulente di bellezza dove la formazione su tutti i servizi che andrà a fare sulle clienti è fondamentale, il parucchiere ha bisogno di aziende che lo accompagnino nel percorso della sua conoscenza. Importante sempre oltre vendere i prodotti saper trasmettere l’utilizzo corretto cosa che spesso viene a mancare.
Sono daccordo Antonella……parola d’ordine: SAPER SCEGLIERE!!
non capisco perchè si è interrotta una cosi bella conversazione???che dite ci riproviamo?
vorrei sapere perchè nessuno mai parla dell’abusivismmo che dilaga nel nostro settore ;ovvero tutta la schiera di parrucchieri/e ed estetiste che svolgono la loro professione(se così si può dire )nelle case proponendosi a basso costo e in qualsiasi orario,addirittura ho conosciuto colleghe che avevano attrezzato un vero e proprio negozio nel loro appartamento muovendo una notevole mole di lavoro tutto esentasse .in un momento di crisi come questo il fenomeno è in crescita quindi facciamo qualcosa denunciamo questi evasori
ma che siete tutti morti?di fronte ad un tema di questo tipo nessuno commenta bah!?
beh vedo che è molto frequentato questo blog!?!
salve a tutti, hai ragione mistercut: si inizia bene e poi…sarebbe il caso di fare quadrato e affrontare argomenti attuali che ci riguardano direttamente e ci stanno dannegiando. Mettiamo insieme le nostre idee e cerchiamo di risolvere problemi che non interessano a chi ci governa dato che non siamo nè metalmeccanici o ferrotramvieri, siamo quelli che pagano e basta senza alcun diritto e tutela. io penso che bisogna fare una campagna contro gli abusivi rendendo noto al pubblico i disagi creati da loro a differenza dei saloni regolari: es. scarso igiene, zero professionalità , improvvisazione nel lavoro con conseguenti danni ecc. ciao e continuiamo a scriverci!!!!
grazie gabri per la considerazione,ho creduto di essere l’unico matto indignato per l’andamento della professione in tal senso.personalmente credo nel mio piccolo di aver fatto qualcosa contro il fenomeno abusivismo per esempio ne ho denunciate due di pseudo parrucchiere che esercitavano a casa,si ha paura a volte di agire così perchèsembra che si faccia la ma non è così ,questa è una mentalità prettamente italiana che bisogna cambiare invito per altro tutti i miei colleghi a fare lo stesso .cominciamo a fare qualcosa!
ops rileggendo quello che ho scritto noto che mi sono mangiato un termine scusate il concetto era che a volte si ha paura di passare per allora non si denuncia.
ma che c’è un moderatore di dialogo ?pensavo di essere rincoglionito e mangiarmi le parole,ma vedo che sono due volte che non appare il termine che avevo scritto
Io ce l’ho il contratto apprendistato per 5 anni, lavoro da 4 anni e vorrei cambiare il posto di lavoro, ma cambiandolo secondo voi c’è la possibilità di avere la qualifica? Nel senso che nel contratto ci dice che dovrei qualificarmi al termine del contratto, ma se mi licenzio e cercherò un altro posto come funzionerano le cose?
P.S.: magari nel futuro deciderò lavorare per conto mio, non si sa mai….
grazie