Perché la postazione del taglio ha un alto potenziale: perché in quel luogo la cliente è letteralmente nelle vostre mani.
Ha già abbattuto diverse barriere, vi ascolta ed è sensibile ai vostri consigli.
Prima di tutto si può inserire sopra la mensoletta che è di fronte la cliente, qualche prodotto col quale si sta effettuando qualche specifico trattamento; glielo si fa vedere, toccare, annusare se vuole.
Poi, altro sottile ma efficace elemento di comunicazione, si può, se la avete a disposizione, inserire qualche brochure “tecnica”, che spiega cioè in maniera per così dire più “scientifica” le caratteristiche della cute e del capello, nonché l’azione mirata che alcuni vostri trattamenti e/o prodotti fanno. Questa comunicazione va bene però per quelle clienti più esigenti, di età superiore ai 35 anni (in media) che vogliono avere sempre tutto sotto controllo, si documentano molto, magari sono meno sensibili ai prezzi ma più alla qualità ed ai risultati.
Per clienti più giovani, le mensolette possono essere ideali per posizionare (e parlare) promozioni accattivanti che possono incuriosirle.
Va da sé che il personale deve essere sempre formato sulle tecniche di comunicazione, per completare ciò che si comincia a fare con un corretto design ed una efficace prossemica (da soli non fanno miracoli).
Il discorso tra design e psicologia del cliente potrebbe proseguire a lungo; discorrendo della gestione ottimale della vetrina esterna nonché del posizionamento corretto, sulle pareti, di poster e pubblicità; oppure del colore con cui “vestire” le pareti, etc.
Per ora iniziate a sperimentare questi consigli nel posto più affascinante che ci sia: il vostro Salone!
Al prossimo articolo.
Hairdresser Training
Consulto Tecnico Internazionale a cura di Dario GiordanoArgomenti / Arguments
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Abbiamo scelto di intitolare così questo articolo, perché spesso, non solo nell’ambito del salone, si sottovaluta l’importanza di un valido collaboratore/rice.
Un buon collaboratore può aiutarmi nel fidelizzare la clientela, conquistare nuove persone, muovere la rivendita, proporre nuovi servizi o trattamenti.
Al contrario, un personale scadente condiziona in negativo l’andamento del negozio: magari il titolare segue corsi di formazione, stage, si aggiorna e si documenta costantemente.
Nel momento in cui torna al lavoro, per mancanza di tempo (o capacità), non riesce a trasmettere quanto ha appreso, e nel negozio si parlano 2 lingue diverse: c’è chi sa proporre, argomentare, vendere, e chi non ha acquisito la stessa dimestichezza.
Prima regola, pertanto: la formazione del personale è un fatto del quale non si può fare a meno!
Gli argomenti che via via affronteremo, sono diversi: in primo luogo, la selezione del personale; poi , la sua formazione; infine, la sua motivazione ed incentivazione.
Per quanto concerne la selezione, bisogna pubblicare annunci semplici ma chiari e completi, che realmente individuino il soggetto che fa per noi.
Età, sesso, bella presenza, se automunito o no, una buona dialettica e conoscenza della lingua (la lingua italiana si intende…); se si richiede una persona di esperienza o di “primo pelo”.
L’annuncio si può pubblicare sui giornali a diffusione gratuita, sui giornali cerca lavoro, siti internet.
Se però siete alla ricerca di una persona altamente referenziata, è necessario rivolgersi ad agenzie per il lavoro, che effettueranno esse stesse il colloquio di selezione.
Qualora foste voi a farlo, avete bisogno di un questionario che schematizzi il profilo delle persone selezionate. Magari fatelo preparare da consulenti/ selezionatori professionisti, che soprattutto vi possano aiutare nel “leggere” adeguatamente le risposte.
In relazione alla tipologia richiesta, vi possono essere nel questionario delle domande che mi aiuteranno a capire se ho di fronte una persona preparata tecnicamente, meticolosa, puntuale; oppure una persona empatica, comunicativa, esuberante, venditrice; nel prossimo articolo capiremo quale profilo fa per noi.
Prima di tutto, nessun profilo è in partenza giusto o sbagliato!
Dipende da ciò che stiamo cercando.
Se siamo alla ricerca di una persona che si occupi di contabilità, gestione del magazzino, appuntamenti, approvvigionamento fornitori, allora il profilo che più fa per noi è quello di una persona puntuale, meticolosa, pragmatica, anche se magari non sarà molto comunicativa o empatica.
Se al contrario stiamo ricercano un/una collaboratore/rice che deve aiutarmi nei servizi tecnici, nella rivendita, ecco che ho bisogno di comunicativa, esuberanza, spirito di iniziativa, anche se a volte potrà esserci irruenza, superficialità, errori di inesperienza.
Dunque la morale è: la persona giusta al posto giusto.
Una volta che la persona è entrata nel nostro salone, ecco che comincia il lungo, interminabile percorso della formazione costante del collaboratore, sia pratica nel salone, ma anche teorica, in aula, attraverso, meeting, workshops, corsi, etc.
E poi le riunioni nel salone, fondamentali per creare un gruppo, cementarlo, farlo crescere.
Partiamo dalla formazione: anche se siete costretti a rimetterci soldi vostri, per i collaboratori sui quali ritenete valido investire, è giusto farlo; vi tornerà utile.
Qualcuno potrà obiettare che si formano persone destinate ad andarsene; è un rischio che bisogna correre; la paura di perdere qualcuno non può certo impedirci di far crescere il nostro salone!
La formazione avviene necessariamente seguendo più strade: la prima è quella che abbiamo tracciato poc’anzi; i corsi esterni.
Una seconda strada è quella detta “sul campo”: osservare il collaboratore mentre opera nel salone, valutare come si comporta, comunica, gestisce le possibili difficoltà. Per poi correggerlo o richiamarlo sempre in privato, mai dinnanzi ad una cliente! Sarebbe un segno di disorganizzazione e debolezza.
La terza strada è quella del “guarda come si fa”: il titolare gestisce le dinamiche e situazioni varie, il collaboratore, “spia”, ruba qualche segreto, osserva.
La quarta strada, non molto praticata ma estremamente efficace, riguarda le riunioni, fondamentali per un gruppo di lavoro.
Le riunioni sono un rito al quale non si dovrebbe mai rinunciare!
Ovviamente ci si deve abituare: affinché facciano parte della propria cultura aziendale, devono essere costanti, ripetute, nel corso del tempo.
Se ad esempio il giovedì pomeriggio, alle 19, c’è riunione di gruppo, giorno ed orario non dovranno essere mai cambiati se non in casi eccezionali.
Le buone abitudini, per essere metabolizzate, devono essere riproposte con costanza nel tempo.
Inoltre, è necessario tenere sempre una documentazione scritta del briefing, in modo che sia sempre chiaro, al termine di una riunione, chi deve fare cosa, con chi, ed entro quali tempi; ricordatevi: le parole volano al vento, lo scritto resta…
Il Visual merchandising è di certo una nuova ed interessante fonte di business per il Salone.
Un altro strumento in grado di differenziarlo dagli altri. Sia che vi troviate con il negozio in un affollato centro commerciale (tendenza che va sempre più consolidandosi negli ultimi anni), sia che affacciate su di una strada poco percorsa, l’allestimento di una efficace vetrina risulta essere una strategia tanto delicata quanto importante.
Prima di tutto, occorre evitare gli errori classici: una vetrina troppo povera, oppure una vetrina sin troppo “affollata”!
Nel primo caso, il messaggio che comunico è l’assenza di spunti, proposte, curiosità che possono colpire le persone.
Nel secondo caso, si determina un’informazione caotica, poco visibile e decifrabile da parte dell’utente: non so dove e cosa leggere; non riesco a capire quale sia la novità più recente, etc.
Per visual merchandising, ovviamente, intenderemo sia l’allestimento dei prodotti che il posizionamento di materiale pubblicitario e promozionale (offerte, listini, banner, etc.).
Prima di tutto, cerchiamo di capire perchè si commettono degli errori: individuarli, significa innanzi tutto non ripeterli (o cercare di non ripeterli…).
L’inesperienza: ci si affida ad un generico buon senso, al consiglio di un amico, il collaboratore…Una cosa così delicata non può essere improvvisata; dovete pertanto documentarvi: andare cioè in giro, nei contesti più disparati (centro commerciale, galleria di negozi, strada pedonale, strada semi centrale) e vedere, scrutare come si comporta la concorrenza, soprattutto i più bravi. Gli esperti del marketing lo chiamano Benchmarking, i più maliziosi spionaggio industriale!
In tal modo vi documenterete al meglio, comprendendo come muovervi, anche in relazione al tipo di clientela che avete, ma non solo; dovete calibrare la comunicazione in rapporto alla nuova clientela che volete acquisire, ed ai messaggi che intendete veicolare.
Poi vi è la formazione: seguite corsi di Visual Merchandising e Prossemica.
Corsi mirati che vi formeranno in maniera specifica.
Proprio perchè non ci si può improvvisare, è giusto e proficuo avere una formazione tecnica mirata e completa.
In tal modo ridurrete al minimo il margine d’errore, ed avrete uno strumento in più per far entrare nuove persone nel vostro salone.
Non perdetevi i prossimi articoli per capire sempre di più e meglio come operare!
Consideriamo adesso, nello specifico, cosa inserire e perchè nella vetrina (o nelle vetrine per chi ha la fortuna di avere più spazio).
Prima di tutto, le informazioni che amo definire “istituzionali”: gli orari del negozio, il listino dei prezzi, le vetrofanie che “certificano” l’eventuale appartenenza ad un club, team, etc.
Per quanto riguarda il listino dei prezzi, suggerirei tale strada: inserire con chiarezza tutti quelli che sono i servizi di base. Questo perchè chiunque passi fuori del vostro salone, deve, con un colpo d’occhio rapido e fugace, avere un’idea precisa di quanto dovrebbe spendere per il taglio e la piega.
Nessuno tra noi ama entrare in un posto nuovo e dover chiedere quanto costa quel servizio e quel tale prodotto.
Sin qui, niente di nuovo sotto al sole.
Il consiglio che vi do, comunque, è evitare (laddove sia possibile), di inserire il costo di quelli che sono i servizi più “complessi”, dunque costosi (uno fra tutte le extensions, ma anche particolari servizi legati al colore).
Il prezzo può sempre rappresentare una barriera.
E’ invece importante pubblicizzarli all’interno, attraverso brochure o volantini mirati che argomentino in maniera chiara e persuasiva sui servizi più tecnici; brochure sempre supportata dalla valida comunicazione del vostro personale, ingrediente necessario per sapere proporre e vendere servizi costosi.
Una considerazione anche sull’importanza delle vetrofanie: nella mia variegata esperienza sia nel settore estetico che tricologico, do sempre questo suggerimento; non eccedere, all’interno, con l’esposizione di diplomi ed attestati vari (cosa che affronteremo meglio in altri articoli).
In vetrina, in maniera parallela, non bisogna esagerare con vetrofanie varie; troppa informazione significa nessuna informazione!
Esponete quelle che realmente vi differenziano dagli altri; inoltre non lasciate esposta una vetrofania che oramai è superata.Se, ad esempio, ho fatto parte di un particolare gruppo stilistico, o di un determinato club, ma non ne faccio più parte, è bene rimuovere la vetrofania stessa.
Non solo perchè è giusto e corretto fare così, ma anche perchè il cliente detesta le cose vecchie, superate. Sanno di antico e comincerà ad associarvi ad esse…
Pertanto, è necessario ruotare i messaggi che esponiamo fuori.Nei prossimi articoli vedremo proprio tutti i messaggi che è possibile inserire, i formati ed i colori con i quali stamparli, la rotazione con i quali sostituirli.
La vostra creatività, insieme ai nostri suggerimenti, possono davvero darvi qualcosa in più rispetto alla concorrenza.