Prossemica: quando lo spazio parla per noi…
La prossemica è il rapporto che c’è tra spazio, psicologia e sensazioni delle persone.
In tanti anni di formazione nel settore, spesso effettuata presso i saloni dei miei allievi, ho potuto appurare che uno degli ambiti più affascinanti, ancorché poco conosciuti e sfruttati, è proprio il rapporto tra arredo, design e psicologia dei clienti.
Ci sono, entrando in un salone, tante sfumature, aspetti apparentemente impercettibili, che possono fare la differenza, soprattutto nei riguardi dei clienti nuovi o potenziali. Il posizionamento dei prodotti, l’ordine secondo cui sono disposte brochure, poster pubblicitari o volantini promozionali, il colore delle pareti o la logistica secondo cui pongo i divanetti per l’accoglienza; tutto ciò può aiutarmi a creare un ambiente stimolante, propositivo, in cui ho voglia di rimanere e soprattutto di ritornare.
Allo stesso modo, errori involontari nella gestione dell’arredamento e del design, possono ostacolare una positiva comunicazione con le persone.
Tali aspetti sono ancor più importanti perché arrivano alla parte emotiva delle persone, quella istintiva. Dunque, la buona o cattiva percezione che i clienti hanno, non è dettata solo da una valutazione oggettiva, razionale. Va da sé che gestire lo spazio del proprio salone non significa rispondere a dei meri dettami estetici. Bisogna cioè andare oltre. Questa esigenza risulta ancora più importante ai giorni nostri, in quanto si sta diffondendo sempre più il concetto di Salone che è integrato con il centro benessere, il nail’s corner (fenomeno in grande crescita) o addirittura l’angolo dell’abbigliamento. Ampliandosi il contesto, aumenta il rischio di “spaesare” l’utente finale, bombardarlo di messaggi o trascurarne alcuni a vantaggio di altri.
La comunicazione deve essere integrata, armonica e personalizzabile.
Ma entriamo nello specifico!