L’ACCOGLIENZA
Prima di tutto, il divanetto dell’accoglienza.
Spesso è considerato un luogo non di grande importanza, ma non è così.
È il biglietto da visita di un salone, pertanto deve essere valorizzato: in primo luogo, è preferibile disporre i divani “ad angolo” e non in maniera lineare. La posizione “ad angolo”, presenta una serie di vantaggi concreti; vi si possono sedere più persone senza che siano troppo vicine (come per un divanetto “lineare”, tutto cioè sulla stessa parete); ho spesso riscontrato che i saloni in cui vi erano divani lineari, mettevano a disagio le persone (cosa riscontrata anche in saloni appartenenti a franchising importanti…). Se è già seduta una persona, una seconda persona vi si siederà malvolentieri o non si siederà affatto. Ciò significa che quella persona può magari uscire dal salone per tornarvi quando sarà il proprio turno (situazione tipica di saloni inseriti in una galleria o centro commerciale). Ciò accade perché non vi è la giusta distanza tra due persone che non si conoscono.
Con i divani ad angolo, invece, tale problema non si pone affatto.
Se ho poco spazio nel salone, meglio allora optare per delle poltroncine!
Il luogo dell’accoglienza sarà poi corredato da un tavolino circolare , possibilmente in vetro trasparente, satinato o in legno; tutti materiali che comunicano “trasparenza”, chiarezza e naturalità.
Perché un tavolino circolare è preferibile? Perché nella prossemica gli spazi e le forme circolari, morbide, affusolate, trasmettono vicinanza, empatia, “comunicazione energetica”. Come potete notare, piccoli cambiamenti all’ambiente implicano una notevole varietà di messaggi.
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