Abbiamo scelto di intitolare così questo articolo, perché spesso, non solo nell’ambito del salone, si sottovaluta l’importanza di un valido collaboratore/rice.
Un buon collaboratore può aiutarmi nel fidelizzare la clientela, conquistare nuove persone, muovere la rivendita, proporre nuovi servizi o trattamenti.
Al contrario, un personale scadente condiziona in negativo l’andamento del negozio: magari il titolare segue corsi di formazione, stage, si aggiorna e si documenta costantemente.
Nel momento in cui torna al lavoro, per mancanza di tempo (o capacità), non riesce a trasmettere quanto ha appreso, e nel negozio si parlano 2 lingue diverse: c’è chi sa proporre, argomentare, vendere, e chi non ha acquisito la stessa dimestichezza.
Prima regola, pertanto: la formazione del personale è un fatto del quale non si può fare a meno!
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RICERCA E SELEZIONE
Gli argomenti che via via affronteremo, sono diversi: in primo luogo, la selezione del personale; poi , la sua formazione; infine, la sua motivazione ed incentivazione.
Per quanto concerne la selezione, bisogna pubblicare annunci semplici ma chiari e completi, che realmente individuino il soggetto che fa per noi.
Età, sesso, bella presenza, se automunito o no, una buona dialettica e conoscenza della lingua (la lingua italiana si intende…); se si richiede una persona di esperienza o di “primo pelo”.
L’annuncio si può pubblicare sui giornali a diffusione gratuita, sui giornali cerca lavoro, siti internet.
Se però siete alla ricerca di una persona altamente referenziata, è necessario rivolgersi ad agenzie per il lavoro, che effettueranno esse stesse il colloquio di selezione.
Qualora foste voi a farlo, avete bisogno di un questionario che schematizzi il profilo delle persone selezionate. Magari fatelo preparare da consulenti/ selezionatori professionisti, che soprattutto vi possano aiutare nel “leggere” adeguatamente le risposte.
In relazione alla tipologia richiesta, vi possono essere nel questionario delle domande che mi aiuteranno a capire se ho di fronte una persona preparata tecnicamente, meticolosa, puntuale; oppure una persona empatica, comunicativa, esuberante, venditrice; nel prossimo articolo capiremo quale profilo fa per noi.
LA PERSONA GIUSTA AL POSTO GIUSTO
Prima di tutto, nessun profilo è in partenza giusto o sbagliato!
Dipende da ciò che stiamo cercando.
Se siamo alla ricerca di una persona che si occupi di contabilità, gestione del magazzino, appuntamenti, approvvigionamento fornitori, allora il profilo che più fa per noi è quello di una persona puntuale, meticolosa, pragmatica, anche se magari non sarà molto comunicativa o empatica.
Se al contrario stiamo ricercano un/una collaboratore/rice che deve aiutarmi nei servizi tecnici, nella rivendita, ecco che ho bisogno di comunicativa, esuberanza, spirito di iniziativa, anche se a volte potrà esserci irruenza, superficialità, errori di inesperienza.
Dunque la morale è: la persona giusta al posto giusto.
Una volta che la persona è entrata nel nostro salone, ecco che comincia il lungo, interminabile percorso della formazione costante del collaboratore, sia pratica nel salone, ma anche teorica, in aula, attraverso, meeting, workshops, corsi, etc.
E poi le riunioni nel salone, fondamentali per creare un gruppo, cementarlo, farlo crescere.
LA FORMAZIONE
Partiamo dalla formazione: anche se siete costretti a rimetterci soldi vostri, per i collaboratori sui quali ritenete valido investire, è giusto farlo; vi tornerà utile.
Qualcuno potrà obiettare che si formano persone destinate ad andarsene; è un rischio che bisogna correre; la paura di perdere qualcuno non può certo impedirci di far crescere il nostro salone!
La formazione avviene necessariamente seguendo più strade: la prima è quella che abbiamo tracciato poc’anzi; i corsi esterni.
Una seconda strada è quella detta “sul campo”: osservare il collaboratore mentre opera nel salone, valutare come si comporta, comunica, gestisce le possibili difficoltà. Per poi correggerlo o richiamarlo sempre in privato, mai dinnanzi ad una cliente! Sarebbe un segno di disorganizzazione e debolezza.
La terza strada è quella del “guarda come si fa”: il titolare gestisce le dinamiche e situazioni varie, il collaboratore, “spia”, ruba qualche segreto, osserva.
La quarta strada, non molto praticata ma estremamente efficace, riguarda le riunioni, fondamentali per un gruppo di lavoro.
LE RIUNIONI
Le riunioni sono un rito al quale non si dovrebbe mai rinunciare!
Ovviamente ci si deve abituare: affinché facciano parte della propria cultura aziendale, devono essere costanti, ripetute, nel corso del tempo.
Se ad esempio il giovedì pomeriggio, alle 19, c’è riunione di gruppo, giorno ed orario non dovranno essere mai cambiati se non in casi eccezionali.
Le buone abitudini, per essere metabolizzate, devono essere riproposte con costanza nel tempo.
Inoltre, è necessario tenere sempre una documentazione scritta del briefing, in modo che sia sempre chiaro, al termine di una riunione, chi deve fare cosa, con chi, ed entro quali tempi; ricordatevi: le parole volano al vento, lo scritto resta…
In Allestimento
A breve verrà pubblicata la rubrica con tutti i contenuti relativi al titolo.