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PRESENTATO
IL RAPPORTO ANNUALE UNIPRO SULL’INDUSTRIA COSMETICA
ITALIANA:
7.900 MILIONI DI EURO IL FATTURATO 2005 (+1,6%)
Continua la crescita dell’export
(+6%) e la tenuta del mercato interno (8.600 milioni
di Euro). Gli investimenti pubblicitari sono pari a
550 milioni di euro (5% del totale).
Milano,
8 giugno 2006 - In occasione della sua 39a Assemblea annuale,
Unipro, l’Associazione confindustriale che riunisce
oltre 500 industrie cosmetiche italiane, ha presentato il
Rapporto Annuale sui Consumi Cosmetici nel 2005. L’industria
cosmetica italiana chiude anche il 2005 in positivo, soprattutto
grazie alla componente estera della domanda: il fatturato
globale è salito a 7.900 milioni di
Euro con un incremento dell’1,6% e le esportazioni crescono di oltre il 6%,
con un valore pari a 2.127 milioni di Euro. Il
prodotto italiano conferma così la sua forte
competitività sui mercati esteri grazie ad un mix vincente
fatto di innovazione, qualità e politiche di prezzo
mirate. Nella classifica dei Paesi che più
apprezzano il prodotto italiano ci sono Francia (287 milioni
di Euro), Regno Unito e Germania (207 milioni di Euro), Stati
Uniti (199 milioni di Euro) e Spagna (151 milioni di Euro),
verso i quali si esporta oltre il 50% dell’offerta italiana
di cosmetici. Nell’area asiatica emergono gli Emirati
Arabi e l’Arabia Saudita, con quasi 83 milioni di Euro,
seguiti da Hong Kong e Giappone, con circa 48 milioni di Euro. Da
tempo Unipro riconosce il ruolo chiave delle politiche
di internazionalizzazione del comparto, che nel 2005
hanno portato all’identificazione di diverse aree in
fase di sviluppo (Brasile, Europa dell’Est, Malesia
e Thailandia) nelle quali si prevedono importanti opportunità
di crescita per l’intero settore. I
prodotti generalmente più apprezzati all’estero
sono sempre le creme, con oltre 500 milioni di Euro e una
crescita in valore di oltre 13 punti percentuali, a copertura
di oltre il 23% dell’offerta italiana. Seguono le acque
e le colonie con un valore prossimo ai 448 milioni di Euro,
che hanno fatto registrare una crescita addirittura del 18,6%.
Anche i prodotti per il trucco degli occhi hanno avuto un
andamento positivo: +8,7%, pari a circa 135 milioni di Euro. Il
mercato interno, nonostante la fase di rallentamento, si dimostra
ancora dinamico e caratterizzato da nuove scelte d’acquisto
dei consumatori, raggiungendo quota 8.600 milioni
di Euro. Questo andamento si riflette sugli investimenti
pubblicitari, che pur mantenendo un ruolo fondamentale
di sostegno ai consumi, hanno segnato una flessione
del 2,7% rispetto al 2004; con un volume prossimo
ai 550 milioni di Euro, l’industria cosmetica
italiana esprime mediamente oltre il 5% di tutti gli investimenti
nazionali e continua a mantenere un ruolo di rilievo
all’interno di quei settori che costituiscono la massima
espressione del Made in Italy. A
completamento dello scenario di riferimento per il 2005, il
Colipa, l’Organizzazione europea che raggruppa le Associazioni
nazionali di categoria, fornisce dati differenti da paese
a paese. A livello europeo l’Italia si posiziona al
3° posto. Le crescite più interessanti si sono
registrate in Spagna (+4,8%), mentre l’Inghilterra segna
un +1,1%, e la Germania, dopo alcuni anni di costante flessione,
sembra invece in fase di ripresa (+0,2%). Vive invece un momento
di evidente contrazione la Francia (-1,2%). Commenta
Fabio Franchina, Presidente di Unipro: “La cosmetica
continua ad essere espressione di una positiva eccezione all’interno
della filiera Made in Italy: da oltre cinque anni, infatti,
i trend di crescita della domanda di prodotti cosmetici sono
in controtendenza rispetto ai consumi, ad esempio, di abbigliamento
e calzature”. “Questo – aggiunge Franchina
– grazie alla capacità dell’industria di
innovare e di rispondere ad una crescente domanda di prodotti
sempre più legati ad un nuovo concetto di benessere
evoluto. Negli ultimi anni si è assistito infatti ad
un’evoluzione del cosmetico: da semplice accessorio
di bellezza a prodotto per il benessere della persona“.
IL MERCATO NEL 2005: CANALI E PRODOTTI Il
Rapporto Annuale 2005, redatto dal Centro Studi e
Cultura d'impresa di Unipro, evidenzia andamenti
altalenanti di anno in anno, condizionati anche da orientamenti
d’acquisto sempre più specifici ed individualizzati,
risultato di una ridotta capacità di spesa delle famiglie
italiane. Il canale profumeria conferma, così,
la fase di contrazione delle vendite (-2,1%, pari a oltre
1.300 milioni di Euro), spiegabile con l’incremento
sostenuto di prezzi (+3%) e con una ancora più pesante
contrazione dei dati in quantità (-5%). Tuttavia si
sta affermando un’evoluzione del canale verso tipologie
di prodotto sempre più diversificate nel mix di proposte
(es. i cofanetti trucco e i prodotti della linea maschile,
entrambi in forte crescita); grazie a nuove strategie di valorizzazione
del servizio, specializzazione di prodotto e qualificazione
dell’offerta. Anche
il canale mass market, nonostante un valore
di sell-out superiore ai 3.800 milioni di Euro e nonostante
copra quasi il 42% dei consumi cosmetici del 2005, registra
una leggera flessione (-0,4%), dopo anni di crescite superiori
alla media di mercato. Dall’analisi
del Centro Studi e Cultura d'impresa di Unipro emergono nuovi
orientamenti d’acquisto che hanno premiato i canali
tradizionali, cresciuti del 0,2%. Positive le vendite nelle farmacie, che superano i 1.100 milioni di
Euro, con un tasso di sviluppo del 4,6%, a copertura del 12,8%
del totale del mercato, evidenziando ritmi di crescita superiori
alla media di tutti gli altri canali, confermando le nuove
dinamiche di acquisto dei consumatori, che caratterizzano
in misura evidente il mercato cosmetico già dalla fine
degli anni ’90. Il
canale dell’erboristeria che raggiunge
un volume di mercato nel 2005 di oltre 260 milioni di Euro,
ha registrato uno sviluppo del 4%. Nonostante il canale pesi
attorno al 3% dei consumi cosmetici nazionali, le vendite
in erboristeria, assieme alle vendite in farmacia, pur con
opzioni d’acquisto differenti, costituiscono il fenomeno
che più di tutti ha caratterizzato il mercato cosmetico
italiano negli ultimi dieci anni. L’erboristeria, più
di altri canali, riesce infatti ad assecondare nuove opzioni
d’acquisto e nuovi bisogni da parte di quei consumatori
che associano al prodotto naturale un’ulteriore positiva
evoluzione del concetto di benessere. Anche
se in Italia la vendita diretta è storicamente meno
diffusa che negli altri Paesi Europei, crescono le vendite
porta a porta e per corrispondenza (+3,4% pari a
400 milioni di Euro). Un
fenomeno relativamente nuovo per il nostro Paese sono le vendite
in Internet che, benché di difficile misurazione,
dimostrano aumenti interessanti (circa del 20%) soprattutto
per i prodotti alternativi, destinati ad una nicchia di consumo
che potrebbe dilatarsi nel tempo, anche grazie a nuove strategie
di marketing. Probabilmente
a causa della repentina trasformazione del canale, gli istituti
di bellezza e di estetica registrano nel 2005 una
contrazione nei valori del fatturato di cosmetici venduti:
-1% con volumi prossimi ai 131 milioni di Euro, lasciando
tuttavia buone speranze per il futuro. Inoltre occorre considerare
la difficoltà di classificazione delle vendite nei
cosiddetti centri benessere, spesso associate ad altri
canali di vendita. Le vendite negli istituti di bellezza hanno
evidenziato nel 2005 anche una riduzione in quantità,
-1,5% a fronte di un marginale incremento dei prezzi, non
superiore allo 0,5%. I
prodotti venduti nei saloni professionali,
con un valore del mercato prossimo ai 715 milioni di Euro,
mostrano, per la prima volta dopo anni, una contrazione dell’1,1%
in valore e del 4% in quantità, nonostante un alto
incremento medio di prezzo, 2,5%. La riduzione dei valori
è associata anche della defezione di alcuni punti vendita
che costituiscono il naturale volano di questo comparto, che
fa della costante qualificazione il principale strumento di
vendita. In effetti, l’attitudine legata ai servizi
professionali offerti dal canale trova conferma nei dati relativi
alle tipologie merceologiche che, oltre ai tradizionali coloranti,
registra sviluppi in prodotti ad alto contenuto innovativo
come maschere, balsami e creme doposhampoo.
TREND E PRODOTTI I prodotti per i capelli coprono circa il 22%
del totale dei consumi cosmetici italiani. In questo segmento
il tasso di sviluppo più significativo è stato
registrato da doposhampoo, balsami e maschere:
+5,3% con un valore di consumo di circa 149 milioni di Euro,
a conferma della predilezione da parte dei consumatori di
prodotti più specifici e a più alta innovazione. Anche
tra i prodotti per il viso si segnalano aumenti
tra quelle tipologie che, grazie all’alto livello di
innovazione e di evoluzione di marketing, rispondono meglio
alle crescenti esigenze del consumatore. Prosegue così
il trend positivo dei prodotti depigmentanti,
che crescono del 7,9%, per un valore pari a 12,3 milioni di
Euro. Aumentano anche i consumi di creme antietà
e antirughe (+5,5%, pari a 395 milioni di Euro) e
di maschere ed esfolianti (+5,3%, pari a
circa 36,5%). La
nuova tendenza alla cura di sé e del proprio corpo
si evidenzia anche nei risultati di vendita, tra i prodotti
per le labbra, di protettivi, basi incolore e stick
solari: +9,1% con un valore superiore ai 66,5 milioni di Euro,
a copertura di oltre il 23% del segmento. Oltre
il 58% dei prodotti per il corpo viene venduto
nel mass market, con un valore di circa 680 milioni di Euro.
Dinamico nel 2005 l’andamento dei solari e pigmentanti che sono cresciuti del 3,2% (oltre 305 milioni di Euro), ma
di indubbiamente energico lo sviluppo delle creme
polivalenti: +7,4% (47 milioni di Euro).
L’attenzione a 360° per il proprio benessere ha
portato, nel segmento dei prodotti per l’igiene
del corpo, al sensibile aumento nei consumi di prodotti
per l’igiene dei piedi, venduti in particolar
modo in farmacia (+11,2%): +8,5%, per un valore superiore
ai 23,2 milioni di Euro. Si
conferma incessante, se non addirittura rinvigorita, la vendita
di prodotti cosmetici per uomo, cresciuta
del 2,8% con un valore di quasi 287 milioni di Euro, a prova
di una predilezione per prodotti innovativi e di nuova specificazione:
+33,3% registrato nel canale farmacia dalle creme
per il trattamento con vendite totali superiori ai
41 milioni di Euro.
Ufficio
stampa: Hill & Knowlton ASSEMBLEA
PUBBLICA: OSPITI RELATORE
Roger
Abravanel
Nato nel 1946, si è laureato in ingegneria chimica
al Politecnico di Milano, MBA all’INSEAD.
Dopo un’esperienza aziendale, dal 1972 è consulente
presso la McKinsey & Co., leader mondiale nella consulenza
per l’Alta Direzione.
Nominato Principal nel 1979 e Director nel 1984.
Autore di più di 100 articoli e saggi e relatore a
numerosi convegni in Italia e all’estero.
Membro del Consiglio di Amministrazione di Marazzi S.p.A,
Luxottica Group S.p.A, Valentino Fashion Group e Banca Nazionale
del Lavoro.
TESTIMONI
Antonio
Argentieri
Consigliere - L’Erbolario
Consigliere Incaricato Unipro con delega al Centro Studi e
Cultura d’Impresa
Andrea
Conzonato
Direttore Marketing Italia - Procter&Gamble.
Responsabile aree skin, oral e hair.
Arabella
Ferrari
Direttore Innovazione e Marketing - Intercos
Augusto
Mazzolari
Titolare della catena “Profumeria Mazzolari”.
Membro del Comitato di Presidenza del Gruppo Impresa Fenapro
Roberto
Petrosino
Amministratore Delegato e Direttore Generale - Mirato e Mil
Mil
Aldo
Sortino
Vicepresidente e Amministratore Delegato - L’Oréal
Italia
Vicepresidente Unipro con delega alla Comunicazione Esterna
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