Si e' tenuta pochi giorni fa la conferenza stampa in cui UNIPRO, Associazione italiana delle imprese cosmetiche, ha diffuso i dati relativi all'andamento del mercato nel primo semestre del 2011. C'e' ancora il segno piu' nel dato preconsuntivo del mercato italiano di cosmetici, anche se gli andamenti nei canali sono poco omogenei. Nel professionale continua la sofferenza del canale acconciatura (-1%), meglio i cosmetici venduti nei centri estetici (+1,8% con un valore atteso attorno ai 270 milioni di euro). In rallentamento il ritmo di crescita della farmacia che ha ceduto quote marginali alla profumeria, mentre prosegue l'ascesa del canale erboristeria (+5%). Infine pesa non poco la contrazione (-1,5%) della GDO, che copre il 40% del mercato cosmetico totale. I terzisti, scheletro fondamentale del sistema produttivo, segnalano buone tendenze di ripresa (+4%). "Il settore tiene, nonostante lo scenario economico sia poco confortante", afferma FABIO ROSSELLO, neoeletto presidente di Unipro, "ma le aziende devono impegnarsi non poco per confermare i livelli di competitivita' che le esportazioni, in forte crescita, confermano da oltre 12 mesi".
Congiuntura, trend e investimenti nel settore cosmeticoDopo che il settore cosmetico ha chiuso il 2010 con dinamiche sostenute,
il 2011 evidenzia segni di rallentamento legati fondamentalmente
al mercato interno, ancora fortemente condizionato da propensioni
di spesa poco dinamiche e incerte. Prosegue la significativa
crescita delle esportazioni che contribuiscono a sostenere i fatturati delle
imprese. Si conferma la tenuta dei consumi del canale farmacia, anche se in
lieve rallentamento, e la crescita superiore alla media del canale erboristeria.
Segnali positivi anche dal canale profumeria. Per la fine dell'anno, pur
con le incertezze dovute all'evoluzione dei prezzi e alle opzioni d'acquisto,
si annuncia un'ulteriore crescita del mercato interno.
Nonostante le tensioni sul potere d'acquisto, il consumatore italiano non
puo' piu' rinunciare a prodotti che quotidianamente soddisfano bisogni
d'igiene, bellezza e benessere personale. Nonostante le incertezze di politica
economica e le tensioni per le speculazioni finanziarie mondiali, le imprese
del settore impegnano risorse nella costante attivita' di ricerca e innovazione,
specializzando gli interventi nei vari canali e assecondando con
il servizio l'evoluzione dei mercati.
Scenario macroeconomicoA livello mondiale il processo decisionale e di sviluppo delle singole politiche nazionali per
agganciare la ripresa si muove ancora lentamente. Le economie avanzate reagiscono con
ritmi differenti ai meccanismi di assorbimento della crisi finanziaria iniziata nel 2007 e attendono
con preoccupazione gli sviluppi dei focolai di crisi finanziaria di questi ultimi mesi
del 2011 in alcuni paesi. Pesano le incognite dell'occupazione USA e dell'inflazione in Cina,
nonostante i ritmi di sviluppo superiori alla media mondiale.
Scenario macroeconomico
Congiuntura, trend e investimenti
nel settore cosmetico
D
Le recenti tensioni finanziarie internazionali condizionano non poco l'economia italiana
che fatica a dare continuita' di crescita e ad agganciare la ripresa come avviene in altri paesi.
L'esigenza di riforme reali e' sempre piu' impellente.
L'Italia non riesce ancora ad allinearsi ai ritmi di ripresa della media europea: il Pil per il
2011 non crescera' piu' dello 0,9%, mentre nei paesi dell'Unione monetaria la crescita media
sara' dellā1,6%. Questa situazione rischia di protrarsi fino al 2014 se non interverranno
misure concrete di politica economica e industriale.
La necessita' di incremento della produttivita' per bilanciare l'invecchiamento della popolazione
italiana, con evidenti contraccolpi sulla spesa sociale e sui comportamenti di consumo
e di risparmio, dovra' essere sostenuta con precise politiche di rigore dei conti pubblici
e del taglio delle spese, senza rinunciare allo sviluppo del sistema paese.
Andranno favorite le liberalizzazioni, occorrera' semplificare le burocrazie e accelerare gli
investimenti per evitare il deterioramento dello scenario economico.

I primi mesi del 2011 confermano la crescita dei fatturati delle imprese cosmetiche con
dinamiche ancora abbastanza sostenute grazie all'importante ripresa delle esportazioni,
+20% nel primo quadrimestre secondo l'Istat, alla crescita costante dei consumi del canale
erboristeria, ad una tenuta nei canali professionali e alla ripresa della profumeria che in
passato aveva sofferto della maggiore competitivita' del canale farmacia, oggi in crescita
rallentata. In calo i consumi nella grande distribuzione rispetto ai precedenti esercizi.

Con riferimento ai valori della produzione interna, l'indagine congiunturale relativa ai dati preconsuntivi
del primo semestre 2011 e alle previsioni per il secondo semestre 2011 consente di
proiettare il segno positivo dopo la buona tenuta registrata nel corso del 2010: a fine anno, infatti,
la crescita dei fatturati delle imprese cosmetiche sara' di sei punti percentuali con un valore
che supera abbondantemente i 9.100 milioni di euro, il piu' alto valore della produzione mai
registrato dal settore. Rispetto all'ultimo esercizio, a condizionare positivamente la crescita del
comparto saranno soprattutto le esportazioni, con una previsione di crescita per la fine del
2011 di 19 punti percentuali e un valore di poco inferiore ai 2.900 milioni di euro. La crescita
dei consumi nei paesi esteri giova significativamente sull'export italiano grazie ad una ripresa
piu' dinamica dopo i contraccolpi della crisi finanziaria dell'estate 2008.
Ancora lenta la crescita per i mercati interni, condizionati dalle tensioni sulle opzioni di acquisto
dei consumatori nazionali. Il fatturato delle aziende sul mercato interno, cioe' quanto della
produzione viene destinato ai vari canali, a fine 2011 sara' ancora in lieve crescita, con un
valore prossimo ai 6.260 milioni di euro e un incremento di un punto percentuale.
Per quanto concerne il mercato interno, la rilevazione del Centro Studi e Cultura d'Impresa
individua per il primo semestre 2011 una crescita dell'1,5% mentre nella seconda meta'
dell'anno i trend dovrebbero aumentare lievemente, +2%. Anche gli andamenti delle
esportazioni, +21,5% nel primo semestre 2011 e +18% nel secondo semestre 2011,
sembrano consolidare le prospettive per le produzioni nazionali.

Le dinamiche congiunturali per i due semestri del 2011 registrano alcune disomogeneita'
all'interno dei singoli canali, anche se la tendenza generalizzata evidenzia dinamiche in
evoluzione positiva. La tenuta dei consumi, rispetto al 2010, e' legata alle immutate propensioni
e abitudini d'acquisto dei consumatori, anche se si registrano atteggiamenti differenziati:
per i compratori, ancora disorientati dalla difficolta' di intravvedere stimoli al potere di acquisto, la vera esigenza non e' il contenimento delle spese, ma, specie per i cosmetici, e'
il miglior utilizzo delle risorse disponibili, senza rinunciare ad un bene ormai entrato nel vissuto
quotidiano. Il consumatore, anche in momenti d'incertezza economica, non puo' piu'
rinunciare ad un'abitudine consolidata nella sfera "igiene - bellezza - benessereā anche se
conferma sempre piu' attenzione al concetto di value for money.
Il canale dell'acconciatura professionale nei primi mesi del 2011 risente piu' di altri del calo
di domanda e dei condizionamenti avvertiti dai frequentatori dei saloni dove le visite sono
diminuite di quasi due punti percentuali nell'ultimo anno. Il livello ancora basso della rivendita
e la diminuzione delle presenze nei saloni condizionano quindi i risultati congiunturali del
canale professionale: per il primo semestre 2011 si registra la contrazione di
un punto percentuale, mentre nel secondo semestre 2011 si prevede una
situazione flat.
Il valore del mercato dovrebbe assestarsi nel 2011 attorno ai
690 milioni di euro: molto dipendera' dall'efficacia di alcune nuove proposte,
dal necessario rinnovamento di molti saloni e dalla ripresa della rivendita che
sembra muoversi nelle seconda parte dell'anno. Le vendite rallentate del colore,
sostituite in parte dall'uso di soluzioni domestiche, incide ancora sui valori
del canale, mentre si conferma la tenuta dei trattamenti curativi.
Le vendite nei centri estetici nel primo semestre del 2011 funzionano meglio
di quanto accade per i saloni di acconciatura e si confermano in ripresa,
+1,8%, dopo alcuni esercizi in contrazione. Anche per il secondo semestre
2011 il mercato segna la previsione di crescita di due punti percentuali, crescita per la
quale sara' necessaria una verifica alla luce di numerose disomogeneita' che ancora caratterizzano
il canale oltre alle prospettive legate a nuovi fenomeni.
Infatti, la riduzione degli
stock agevola la ripresa degli ordinativi mentre il rallentamento del canale alberghiero condiziona
l'offerta. Le imprese nel corso della rilevazione hanno dato risposte molto diverse:
non esiste ancora un profilo ben definito nell'identita' del canale. Le incognite sulle frequentazioni,
che sono ancora condizionate dalla congiuntura economica, pesano sulle valutazioni
di breve e medio termine, anche se la tendenza a incrementare le politiche di programmazione,
pur in presenza di numerosi insoluti, aiutera' la stabilizzazione del mercato.
Per il 2011 il valore del consumi nel canale sara' superiore ai 270 milioni di euro.
Il canale erboristeria, ormai da diversi esercizi, conferma il suo andamento positivo. Secondo
le risposte elaborate, nel primo semestre del corrente anno le stime di crescita sono del
+5,8% e le proiezioni per il secondo semestre 2011 prevedono un +5,4%, con un valore
totale del mercato che tocchera' i 385 milioni di euro. Il canale, ancor piu' della farmacia, da
anni registra un incremento superiore a quello del mercato cosmetico generale, e si sviluppa
sull'onda di un fenomeno sociale che cresce sempre piu' verso il verde, il rispetto dell'ambiente
e il naturale. L'andamento positivo si fonda anche su altri valori:
-il canale, che fino a poco tempo fa era considerato "un po' vecchioā e gestito
con sistemi tradizionali, continua a rinnovarsi.
-alcune fra le piu' antiche erboristerie chiudono, lasciando il posto ad esercizi gestiti da
una nuova generazione di operatori, sempre piu' qualificati e formati;
- e' in corso una selezione delle industrie che operano nel canale, con un forte dinamismo
innovativo dei principali player in termini di prodotti e di supporti al canale;
- il posizionamento di prezzo "medio" del canale, in un periodo di lenta ripresa
dalla crisi, ha attirato un segmento marginale di consumatori da altri
canali.
Nel 2011 le proiezioni delle vendite di cosmetici in farmacia confermano trend di domanda
in crescita ma sicuramente meno dinamici rispetto al recente passato: per la prima parte del
2011 si confermano tendenze positive, +1,8%, nel secondo semestre la crescita e' attesa
attorno al 2,7%; con un valore totale del mercato che a chiusura d'esercizio dovrebbe toccare
i 1.580 milioni di euro. Recenti indagini sul percepito dei consumatori, confermano che
il canale e' tra i piu' soddisfacenti per i bisogni dei consumatori, alla ricerca di servizi di qualita'
e di un buon rapporto qualita'/prezzo anche se nel periodo piu' recente si e' assistito ad un
piccolo travaso di domanda verso la profumeria. Le incertezze sull'evoluzione dei consumi
proseguono, ma le farmacie confermano l'attenzione sull'investimento nel prodotto cosmetico,
i cui prezzi registrano incrementi inferiori alla media. Sull'andamento del mercato pesa
non poco il fenomeno delle parafarmacie e dei corner specializzati che, pur rappresentando
nuove realta' distributive, non hanno ancora trend di crescita omogenei.
Frenano i consumi di cosmetici nella grande distribuzione che gia' nel 2010 avevano registrato
una lieve contrazione. Nella prima parte del 2011 si e' registrato un calo dell'1,5%, percentuale
che caratterizza le previsioni di calo anche nella seconda parte dell'anno. Nei mesi iniziali l'andamento
della GDO e' stato bilanciato in particolare dal nuovo fenomeno della grande distribuzione
specializzata, cioe' quelle catene dedicate alla cura delle persone e della casa; nel secondo
semestre 2011 si prevede la contrazione anche di questo canale, condizionato in particolare
dalle scarse vendite di creme e prodotti corpo. Prosegue l'aumento delle vendite nei
discount che sembrano soddisfare gli atteggiamenti piu' oculati da parte dei consumatori. Anche
nel corso del 2011 le imprese che si rivolgono alla grande distribuzione hanno sviluppato
azioni per sostenere la parziale emorragia di domanda proseguendo con significativi investimenti
negli assortimenti e cercando di ottimizzare il posizionamento dei prezzi. L'obiettivo di
sostenere la domanda nel canale, che, occorre ricordare, copre oltre il 30%
del mercato cosmetico nazionale con un valore che nel 2011 dovrebbe toccare
i 3.700 milioni di euro, e' condizionato dalle rinnovate opportunita' che si
trovano in profumeria, erboristeria e farmacia, canali sicuramente piu' specializzati.
I consumi di cosmetici nelle profumerie nel 2011, dopo periodi di significative
contrazioni, segnano una sensibile ripresa: +1,4% nel primo semestre 2011 e
un'ulteriore crescita dell'1,1% nel secondo semestre 2011. Prosegue il fenomeno,
gia' evidenziato nel precedente esercizio, degli incrementi di prezzo, con evidenti
ripercussioni sui valori dei consumi; nel medio periodo il fenomeno sembra
esaurirsi, anche se da molte parti si denuncia il bisogno di un'ulteriore programmazione
per sostenere la selettivita' del canale.
Si segnalano ancora situazioni controverse:
riduzione degli stock in alcune aree di distribuzione con conseguente aumento dei riordini, e dilatazione
degli insoluti e dei tempi di pagamento. Il settore, inoltre, e' ancora condizionato da andamenti
disomogenei negli oltre 5.000 punti vendita, dove in generale si assiste ad una tenuta di
consumi di make-up, creme e profumi; meno bene gli andamenti di solari e trattamenti che riprendono
nella seconda parte dell'anno. In profumeria si registra comunque il secondo valore di
mercato cosmetico, dopo la grande distribuzione, con poco meno di 2.450 milioni di euro.
Le aziende che producono in conto terzi rappresentano una sorta d'indicatore anticipato
delle future tendenze della domanda finale. Dopo i rallentamenti del 2010, le previsioni per il
primo semestre 2011 confermano la ripresa, +3,1%, che si ripete anche nella seconda parte
del 2011, +4%. Le uniche perplessita' vengono espresse piu' per il mercato italiano che non per
quello estero, in forte ripresa, a causa delle significative preoccupazioni sui consumi finali che
condizionano molto i livelli degli ordinativi, ma soprattutto per la difficolta' di sviluppare programmazioni
di medio e lungo periodo. Questo ha portato ad una diffusa riduzione dei lotti e
ad un inasprimento dei tempi di consegna richiesti. Nasce il bisogno di incrementare i fatturati
per mantenere le marginalita' e questo penalizza non poco le imprese di minori dimensioni.
In sede di analisi dei canali, pur non potendone misurare i trend per semestri, e' significativo
ricordare il peso delle vendite porta a porta e corrispondenza, che coprono il 5,2% di tutti
i consumi cosmetici. Nel 2011 la crescita di questo canale dovrebbe superare i cinque punti
percentuali con un volume di vendita che si approssima ai 480 milioni di Euro.
Il comparto e' ritornato dunque ai livelli precedenti la crisi, tuttavia sul sentiment degli operatori
pesano ancora alcune preoccupazioni come l'incertezza sul potere d'acquisto dei consumatori,
il peso dei costi delle materie prime e dei trasporti, oltre ad una preoccupante
affermazione della percentuale dei ritardati pagamenti. L'indagine presso gli associati Unipro
ha consentito altresi' di evidenziare gli aspetti negativi e quelli positivi che caratterizzano lo
scenario del comparto cosmetico.


Alcune preoccupazioni si manifestano
sui livelli di occupazione, anche se il
32% degli intervistati prevede un aumento,
rispetto al 26% della precedente
analisi. Solo il 6% prevede incrementi di
disoccupazione; erano il 26% nella precedente
analisi. La generalizzata attesa
di ripresa incide sicuramente anche sui
livelli occupazionali, anche se va sottolineato
che, nel comparto cosmetico, le
tensioni sul mercato del lavoro sono
sempre state meno traumatiche rispetto
ad altri settori industriali. Anche i rilievi
sul ricorso alla CIG sono sostanzialmente
stabili, a conferma di trend
occupazionali non preoccupanti.

Gli investimenti in macchinari e impianti,
che esprimono la previsione di ampliamento
della capacita' produttiva, registrano
segnali positivi. La percentuale di
coloro che prevedono una diminuzione
passa dal 6% del 2010 all'1%: mentre
coloro che prevedono un aumento sono
il 44% rispetto al 37% della precedente
rilevazione. Il risultato e' significativo se si
considerano le situazioni d'incertezza
che condizionano in questi mesi i settori
manifatturieri frenati da manovre di politica
economica non ancora efficaci.
Parallelamente agli investimenti, in ampliamento,
della capacita' produttiva, si
osserva l'andamento degli investimenti
in manutenzione, cioe' la misura dell'ottimizzazione
della capacita' produttiva e
quindi il bisogno delle imprese di garantire
la miglior attivita' produttiva. Infatti,
la percentuale di coloro che prevedono
un aumento si conferma al
32%, e solo il 3% prevede una contrazione,
a conferma di attese di domanda
ottimistiche.
L'indicatore piu' rilevante per la competitivita'
delle aziende cosmetiche sono gli
investimenti in ricerca e sviluppo.
Nel 2010 la previsione di aumento era
segnalata dal 38% degli intervistati; la percentuale
si dilata molto nel 2011, 62%,
mentre si segnalano indicazioni di diminuzione
da parte solo del 3% degli intervistati.
e' un risultato rassicurante che conferma
la vocazione all'innovazione e lo
sforzo che il settore esprime anche in
momenti nei quali le manovre di stimolo
da parte delle autorita' di politica economica
sono ancora inattive.

Anche l'indicatore relativo agli investimenti
in comunicazione esprime un'evoluzione
positiva. Le previsioni di aumento sono
passate dal 37% del secondo semestre
2010 al 42% per il 2011, le previsioni di
diminuzione passano dal 5% all' 8%. Nonostante
le tensioni che condizionano le imprese,
pur in presenza di modifiche nel mix
di mezzi pubblicitari, l'evoluzione al sostegno
del mercato attraverso la comunicazione
resta positiva. La necessita' di prevedere
azioni di comunicazione e di promozione
sempre piu' mirate e' la conferma
dell'attenzione che riversano le imprese
cosmetiche ai vari mezzi di comunicazione.

Le previsioni sul grado di utilizzo degli
impianti, il vero indicatore della flessibilita'
produttiva delle imprese cosmetiche,
confermano la voglia di ripresa.
Sono oltre il 43% gli intervistati che registrano
un aumento, erano il 37 % nella
precedente rilevazione, segno evidente
che i livelli produttivi tendono ad incrementare
per soddisfare attese di domanda
in crescita. La flessibilita' produttiva
e' un elemento di competitivita' irrinunciabile
per le imprese del comparto.
Esplicite preoccupazioni arrivano dalla
previsione dei costi di produzione: il
64% degli intervistati prevede una situazione
in aumento. e' interessante la percentuale
di coloro che prevedono una
contrazione dei costi, che passa dal 9%
al 13%. Sicuramente gli effetti sulle marginalita'
saranno sempre piu' evidenti.
Sara' necessario monitorare il fenomeno
per capire quanto la modificazione della
struttura dei costi ha condizionato l'ottimizzazione
delle risorse produttive.
La rilevazione dell'incidenza dei prezzi
delle materie prime sui costi di produzione
indica la tendenza alla razionalizzazione
della pressione sulle marginalita'.
Le quote di coloro che si fermano al 3%
d'incidenza dei prezzi delle materie prime
sui costi di produzione scendono al
31%; erano il 48% nel precedente semestre,
mentre coloro che segnalano una
percentuale di oltre il 6% dell'incidenza
passa dal 12% degli intervistati al 26%.
La ripartizione dei valori delle esportazioni
vede ancora l'Europa come prima
area di sbocco con il 54% del volume.
e' tuttavia significativo osservare che
fino a poco tempo fa i paesi extra-UE
non superavano il 30%. Da alcuni mesi
la ripresa mondiale dei consumi ha sicuramente
offerto alle imprese italiane
un'opportunita' di diversificazione delle
destinazioni dell'export che conferma
una volta di piu' la bonta' della produzione
cosmetica made in Italy.
Elemento importante nella composizione dei costi dei prodotti cosmetici e' il valore dell'imballaggio.
Come accade da qualche esercizio, la plastica e la carta (rispettivamente con
il 42% e il 34%) sono gli imballi piu' utilizzati, mettendo in secondo piano il vetro (15%) e
l'alluminio (8%).
E' interessante segnalare che, anche nel corso di quest'ultima rilevazione, le aziende che
hanno modificato la composizione del packaging sono state quasi la meta' delle intervistate.
A cura di:
Unipro Servizi srl - Via Accademia 33 - 20131 Milano